Bronese condannato per gli abusi

Circa 70 bambini (contro i circa 40 dell'anno scorso) usufruiscono del dopo scuola offerto dall'oratorio "De Tommasi". Un servizio di notevole importanza per l'intera comunità, tanto che l'amministrazione comunale, in occasione della festa patronale di San Contardino, ha deciso di assegnare alla struttura parrocchiale la benemerenza civica, consegnandola a Contardina Giorgi, ex docente di francese del liceo scientifico e ora coordinatrice del progetto. Una ventina, tra insegnanti in pensione o semplici volontari, danno disponibilità, a titolo assolutamente gratuito, per seguire i ragazzi nei tre giorni alla settimana in cui si svolgono le lezioni: il martedì, il giovedì e il venerdì, dalle ore 17 alle 18.30, durante tutto l'anno . Da quando è partito, nel 2006, il dopo scuola dell'Oratorio ha riscontrato una costante crescita. (f.sca.)BRONI Era finito a processo per aver abusato sessualmente e rapinato una giovane emiliana: è arrivato, adesso, il verdettoper un 32enne bronese. Quattro anni e mezzo di reclusione con gli sconti del rito abbreviato. È la condanna inflitta dai giudici del tribunale di Modena a Franco Liberato, 32 anni di Broni. Drammatica la vicenda per cui l'uomo era stato arrestato e quindi portato davanti ai giudici. Un anno fa, secondo quanto raccolto nella denuncia e dalle indagini, l'uomo avrebbe prima percosso l'ex fidanzata in una abitazione di Finale Emilia, per poi sequestrarla e costringerla ad avere rapporti sessuali con lui. Quindi l'aveva legata al letto, rapinandole il bancomat e il relativo codice pin. A quel puno, Liberato, con la ragazza immobilizzata era uscito di casa effettuando diversi prelievi agli sportelli bancari a Finale. Ma non era ancora finita per la sfortunata finale.Liberato l'avrebbe, infatti, costretta ad accompagnarlo con la sua auto alla stazione di Piacenza, annunciandole al momento del congedo che avrebbe trattenuto il bancomat dal quale avrebbe prelevato dai 500 ai mille euro al mese. E invece tornato a casa, a Broni, lo avevano "prelevato" gli specialisti del settore anticrimine del Commissariato di polizia di Mirandola, cui la ragazza si era rivolta, disperata, denunciando il suo incubo. Gli accertamenti degli investigatori hanno messo, infatti, in luce tutte le dinamiche potenzialmente crimonose di quel rapporto sentimentale tracimato in atti di assoluta violenza. Una esperienza che ha segnato profondamente la vittima di queste vessazioni. La ragazza finalese, che abitava in un appartamento del centro di Finale Emilia , era stata, infatti, dapprima ospitata grazie ai servizi sociali del Comune, quindi ha cambiato anche la residenza, tale e tanto è stato il terrore per quanto aveva vissuto in quei concitati momenti di autentico incubo . I due si erano conosciuti qualche settimana prima, e quando la giovane si è accorta con chi aveva a che fare ha deciso di troncare. Ma ormai era tardi. Ora i giudici hanno deciso per la condanna di quell'uomo che l'aveva così duramente ingannata.