A bilancio 3 milioni di tributi non pagati

di Donatella Zorzetto wBRONI Non un passivo di 1 milione di euro, ma più probabilmente di 3 milioni. Gli uffici del Comune si sono messi al lavoro per sanare il disavanzo riscontrato nel bilancio comunale, problema che ha portato allo slittamento della seduta, in programma il 29 aprile scorso e rinviata a una quindicina di giorni. L'opposizione ha attaccato duramente la giunta Paroni, parlando di «disastro annunciato» e di «rischio dissesto». Ma il sindaco non ci sta a che il suo esecutivo venga additato come responsabile di un buco di bilancio, che non considera tale. E contrattacca, premettendo: «È la legge che ci consente, come agli altri Comuni d'Italia, di ricorrere alla possibilità di eliminare residui attivi e riportarli a nuovo». Il riferimento va ad un decreto legislativo del 2011, modificato nel 2014. I residui a cui fa riferimento Paroni riguardano soprattutto i tributi: multe, tassa rifiuti, Imu ecc., che i cittadini non pagano e che quindi l'amministrazione non ha incassato. «L'opportunità che ci dà la legge è quella di spostare in là l'incasso di queste somme, spalmandolo su 30 anni – conclude il sindaco –. Per chiamare tutto ciò "buco" di bilancio ci vuole una bella fantasia». L'opposizione aveva considerato, come probabile causa del disavanzo, i fondi stanziati per la costruzione della nuova scuola "Paolo Baffi" di Broni: aveva parlato dello «spostamento di 1 milione e 200mila euro per far fronte al tempestivo pagamento dell'impresa costruttrice, fondi vincolati che sono stati anticipati in attesa che lo Stato garantisse i finanziamenti». Aggiungendo: «Sembra però che Roma abbia bloccato i finanziamenti». A questo il primo cittadino di Broni risponde: «La scuola è stata finanziata, e i fondi arriveranno in tranche diverse, da qui al 2018. Inoltre, il 31 agosto prossimo, sarà indetto l'appalto e uscirà il bando». Tuttavia le argomentazioni di Paroni non convincono l'opposizione, che insiste: «Questa amministrazione si è vantata di aver fatto tante cose, di aver realizzato molti progetti, e poi si scopre che le ha fatte senza poter contare sui fondi necessari». Ora gli uffici hanno 15 giorni di tempo per sistemare i conti ed evitare la dichiarazione di «bilancio dissestato».