Ex Landini, ok al progetto di bonifica

Topi "ospiti" della statua dedicata a Garibaldi (nella foto), davanti al castello. La denuncia, corredata di video e foto lanciate on line, arriva da Marco Galandra, ex assessore alla polizia locale, appassionato di storia militare e studioso della Battaglia di Pavia. «Venerdì mattina sono passato vicino al monumento e ho visto alcuni ratti che entravano e uscivano dalle insenature sotto la statua – dice Galandra –. Andavano a mangiare da alcuni piatti di plastica bianchi, forse lasciati da qualcuno che voleva dare cibo ai gatti, e poi a bere vicino alla fontana. La scena ha attirato l'attenzione di alcuni turisti che avevano appena finito di visitare il castello». Nel 2011, in occasione del 150esimo anniversario del Regno d'Italia, la statua era stata ripulita e anche il giardino sistemato. «Anche ora il prato è abbastanza a posto – dice Galandra – ma la presenza di ratti che scorrazzano liberamente attorno alla statua danno un senso di abbandono preoccupante, soprattutto in una città che vuole puntare sulla sua storia e sui suoi monumenti».di Maria Fiore wPAVIA Un complesso da 79 appartamenti, di cui 16 in edilizia convenzionata. Ma il cantiere sull'ex area Landini di via Giulietti, in Borgo, aperto nel 2008, non è stato ancora ultimato. Colpa dell'iter burocratico sulla bonifica dell'area dove un tempo sorgeva la fabbrica di materiale bellico, che ha visto contrapposti per anni la proprietà e gli altri enti, chiamati ad approvare i vari passaggi per ultimare i lavori. Una situazione di stallo che a maggio, in occasione della prossima conferenza di servizi in Regione, potrebbe sbloccarsi. Lo sperano le 28 famiglie che hanno già comprato e che non vedono l'ora di entrare nelle case. La proprietà, la società Cacip di Pavia, ha infatti presentato un progetto di messa in sicurezza corredato delle analisi di rischio, in cui vengono considerate le terre scure presenti sul terreno come materiale di riporto e non rifiuti e viene chiesto di poterle rimuovere sulla base di quanto previsto dal Decreto del fare, che ha modificato le norme in materia di bonifica. L'Arpa, prima della presentazione del progetto, aveva invece chiesto di considerare le terre come rifiuti e, nel suo parere tecnico, aveva chiesto di rimuoverle anche con ulteriori scavi. Ma nell'ultimo tavolo tecnico, che si è svolto a marzo e ha visto la partecipazione della Regione, oltre che del Comune e degli altri enti, è arrivata l'approvazione del piano di messa in sicurezza proposto dalla proprietà. La conferenza di servizi dovrebbe quindi fornire le ultime indicazioni esecutive. «Ci sono quattro mesi di lavoro – dice Giovanni Campanini, direttore dei lavori e socio Cacip –. Poi il cantiere sarà chiuso e le case consegnate. Già dalle nostre campionature non c'erano più problemi, visto che la falda non era risultata inquinata. Ora le terre sono state considerate come materiale di riporto, come avevamo sostenuto dall'inizio». Il progetto prevede di realizzare nell'area di 12mila metri quadrati quasi 80 appartamenti, con un primo lotto di 39 appartamenti di cui 28 sono stati già venduti a un prezzo di circa 2.700 euro al metro quadro. Su 1200 metri quadrati sono previsti alloggi di edilizia convenzionata. Il Comune aveva già fatto un bando e assegnato il 70 per cento degli appartamenti. Una boccata di ossigeno nell'emergenza di alloggi a canone agevolato. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA