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CAVA MANARA Omnia Cava liquida in meno di venti minuti la pratica Gambolò, pur con una squadra decimata. Vasquez e Pagliai sono in panchina per onor di firma e consentire a coach Celeè di mettere almeno dieci nomi a referto, Armana è a casa colpito dall'influenza e Zandalasini è fresco di festa di laurea, ma tutto questo non incide sul risultato di una partita con un clima da ultimo giorno di scuola. E' pur vero che anche nella squadra di coach Gianni mancavano un paio di uomini del quintetto, ma un minimo in più di resistenza è lecito aspettarsi. E lo stesso Cova alla fine ha messo l'accento sulla prestazione "vacanziera" dei suoi giocatori. Certo che il dirigente di Vigevano prossima avversaria di Gambolò nell'ultima gara di campionato che ha filmato tutto il match avrà ben poco da raccontare di una partita che ha vissuto solo sul primo quarto. Se il team di Gambolò nel prossimo turno giocherà come con Cava Manara, per la squadra ducale l'unica preoccupazione sarà riuscire a tenere lo champagne al fresco per tutta la durata del match. Nel caso invece Gambolò dovesse mettere in campo l'orgoglio per Vigevano non sarà facile espugnare un campo che si preannuncia comunque già colorato di gialloblu, se è vero che le richieste di biglietti ggi sono il doppio di quanto possa contenere il palasport gambolinese. Per la sfida con Gambolò le preoccupazione di coach Marco Celè durano solo il primo quarto, quando Farina trascina i suoi con due triple consecutive. Gambolò, appoggiandosi anche sulle spalle dell'altro ex Ragni va avanti sino a 6-9, 6'. La ruggine dei cavesi iene scrostata da un paio di urla di Celè. Il sorpasso è una tripla di Fasani dopo sette minuti, 10-9. La partita si risolve nel secondo quarto, quando Gambolò sparacchia da fuori davanti alle difese che Celè propone, mentre in difesa i lomellini sono lenti e sempre in ritardo, il parziale di 29 – 8 fotografa i secondi dieci minuti. Nell'intervallo lungo Cova sprona i suoi a metterla almeno sul piano dell'orgoglio, Cava Manara tira i remi in barca ed in campo entrano anche i giovani per i itoli di coda. Maurizio Scorbati