Sannazzaro, piano verde per la cava abbandonata

SANNAZZARO C'è un piano programmato per recuperare la cava abbandonata della Balossina, a lato della tangenziale sud per Pavia, e per fornire un servizio in più agli appassionati di natura, di pesca sportiva, di ambientalismo. E' un progetto che potrà vedere il comune di Sannazzaro come elemento di congiunzione tra due entità private: l'attuale proprietario del lago e possibili imprenditori (già individuati) che gestirebbero nel tempo l'area. Il consigliere comunale di maggioranza Ferruccio Ferrero conferma: «L'ente locale potrà fungere da collegamento tra le parti interessate e garantirsi occasioni di uso pubblico, didattico e sportivo dell'area lacustre in alcune occasioni convenute con le parti. Ci faremo carico di promuovere un dialogo tra la proprietà ed i potenziali interessati alla gestione. Non potremo fare altro ma, se l'occasione troverà uno sbocco, potremo convenzionare alcuni servizi anche per la nostra collettività nel pieno rispetto delle logiche privatistiche del sito». Il lago della Balossina è da anni una "palla al piede" ambientale; oltre 15mila metri quadrati di superficie lacustre con una media di profondità attorno agli otto metri. Insomma, un piccolo "idroscalo" tutto sannazzarese, inutilizzato da anni, da quando le escavazioni di inerti (autorizzate nel Piano Cave Provinciale nel 2008) cessarono anche a seguito del fallimento dell'impresa interessata. L'area passò di mano attraverso un bando del tribunale, ma rimase ugualmente tutto come prima. L'area sarebbe estremamente ghiotta per la presenza di esemplari autoctoni di pesci, che crescono nell'acqua risorgiva del sotto-Costa. Accanto alla proposta di utilizzo per il futuro, ci sono però i problemi del presente nell'area. La recinzione, puntualmente realizzata dalla proprietà, è stata in parte demolita e chiunque, anche un bambino, potrebbe addentarsi con il rischio di cadere in acqua. Ci sono poi le segnalazioni di attività di pesca abusiva che avviene indistintamente di giorno e di notte. «Da qui l'idea – dice Ferrero – di trovare la soluzione per riabilitare l'area anche con richiami sportivi, ricreativi e didattici. Il comune tenterà di farsi parte attiva, seppure in modo indiretto. Dove questi progetti sono andati in porto, come all'area Cormorano di Alagna, è stato un successo. Ci proveremo anche qui a Sannazzaro per dare ai cittadini la possibilità di fruire di uno spazio a contatto con la natura». Paolo Calvi