Senza Titolo

profughi / 1 Tutte decisioni sopra le nostre teste nNei giorni scorsi ai nostri Comuni è stato chiesto di accogliere percentuali di immigrati in arrivo dall'Africa. Tengo a precisare che, a parer mio ma non solo, le stesse commissioni che devono decidere se queste persone hanno diritto di asilo politico brancolano nel buio. A detta delle stesse commissioni, ogni giorno si trovano a che fare con persone senza documenti, di cui non si conosce la nazionalità e che spesso viene decisa in base alla lingua, ai dialetti che parlano o ai racconti che fanno e a cui si dovrebbe credere ciecamente. Mi rendo conto che il problema esiste e deve essere risolto dalla Comunità internazionale e non solo dal nostro Paese e dai nostri Comuni. Sono altrettanto convinto che tale situazione non si risolve accogliendo chiunque indiscriminatamente, facendo pagare tutto quanto ai nostri cittadini e distruggendo piano piano il tessuto sociale dell'Italia. La cosa più grave è che il tutto viene deciso, sulle nostre teste, da persone che stanno in Parlamento e che spesso non sanno nemmeno come si fa ad amministrare un Comune o risolvere i problemi dei cittadini. Sono perciò profondamente contrario a questo modo di gestire la cosa pubblica, che nel breve tampona l'emergenza ma che alla lunga porterà solo problemi sociali. Essendo stato eletto con i voti dei mie cittadini sono convinto di dover rispondere prima a loro e alle loro necessità che sono tante: lavoro, casa, licenziamenti, difficoltà nel pagare i buoni mensa dei figli, impossibilità di pagare i mutui e in alcuni casi a pranzo e cena, anziani che hanno contribuito a costruire questa Nazione e che ora devono vivere con pensioni da pezzenti. Spero che certe decisioni non verranno mai imposte dall'alto; ciò porterebbe allo svuotamento del nostro ruolo pubblico riconosciuto dallo Stato e dai cittadini mediante elezione. Se un ruolo viene svuotato di prerogative e contenuti, ha poco ragione di esistere, almeno a parer mio, e perciò in alcuni casi è meglio rassegnare le proprie dimissioni. Dario Gariboldi vicesindaco del Comune di Marzano profughi / 2 Condizioni di rischio per gli agenti di polizia nIl Silp Cgil di Pavia denuncia inefficienze organizzative nella gestione del servizio di accoglienza dei profughi in relazione all'aspetto sanitario. Di recente sono arrivati in questura dei profughi privi della necessaria documentazione sanitaria costringendo i colleghi della volante e della polizia scientifica di Pavia coinvolti a lavorare in condizioni di rischio. È vero che sarebbe necessario pensare ad una riorganizzazione globale del servizio sul territorio nazionale, ma a livello locale abbiamo il dovere di organizzarci per evitare che accadano situazioni simili. Non è pensabile poter lavorare in queste condizioni anche in considerazione dei numeri rispetto alle assegnazioni in provincia. Nei primi quattro mesi dell'anno si registrano circa 450 arrivi rispetto ai 400 arrivati nell'intero 2014! Questi numeri danno l'idea di cosa si può prospettare in futuro in termini di impiego dei mezzi e di personale che occorre tutelare sotto ogni profilo. Il Silp Cgil Pavia ha chiesto al questore l'adozione urgente di un protocollo operativo che detti delle precise linee guida al fine di evitare che le attuali falle del sistema organizzativo mettano a rischio la salute delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa. In riferimento all'episodio specifico, abbiamo chiesto al questore di attivare tutte le procedure necessarie affinché il personale di polizia operante venga sottoposto agli accertamenti sanitari del caso. Riccardo Panella segretario generale Silp Cgil - Sindacato italiano lavoratori di Polizia