Maestre assolte. «Mai nessun abuso»
PAVIA Erano 330 le comparse impegnate, la maggior parte provenienti dalla provincia di Pavia. La Produzione Marco Polo Communication rende noto che il compenso delle comparse prese sul territorio di Pavia per il film cinese Magin Cards è di 86 euro lordi al giorno (come previsto dal contratto nazionale di lavoro dal quale non si può derogare), mentre inizialmente si era parlato erroneamente di 73euro netti. Sono stati saldati i compensi di marzo, a breve verrà pagato anche aprile. «Il netto più basso è determinato dalle trattenute fiscali - spiega la produzione - che in nessun modo possono essere trattenute dall'impresa di produzione. Tutte le assunzioni sono state effettuate nel pieno rispetto delle normative in vigore. Ci rammarichiamo del fatto che alcune persone abbiano ipotizzato che potesse essere colpa nostra visto anche il grande impegno profuso per valorizzare il territorio».Stamattina alle 10,30 verrà inaugurata una nuova ambulanza da soccorso della Croce Azzurra Belgioioso, sezione di Villanterio. L'inaugurazione in questione si svolgerà a Villanterio sul piazzale adiacente al Comune. Verrà inaugurata una nuova ambulanza per emergenza ed urgenza 118 che stazionerà presso la sezione di Villanterio ed opererà per coprire le richieste 118 della zona. L'ambulanza è completamente equipaggiata per gestire le emergenze sanitarie ed è stata acquistata grazie al contributi economico di A2A Energia. La Croce Azzurra Belgioioso è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale presente sul territorio della bassa Pavese con quattro sedi operative nei comuni di Belgioioso, Chignolo Po, Villanterio e Portalbera e svolge da più di 40 anni un servizio di trasporto malati, infermi e feriti in un bacino d'utenza che comprende oltre 45.000 abitanti. La Sezione di Villanterio nasce nel 1996 per poter meglio rispondere alle richieste degli abitanti e della popolazione dei comuni limitrofi e fornire un servizio di assistenza sempre migliore.di Maria Grazia Piccaluga wCURA CARPIGNANO Le prove che i bambini dell'asilo nido di Cura Carpignano avessero subito maltrattamenti non sono state trovate. E nemmeno riscontri concreti alle dichiarazione di alcune dipendenti che avevano raccontato di urla, metodi poco ortodossi per convincere i piccoli a mangiare e di acqua spruzzata in faccia ai bimbi per svegliarli dal pisolino pomeridiano. Segnalazioni considerate poco attendibili da chi doveva giudicarle sia per il ruolo marginale che la principale accusatrice aveva all'interno della struttura sia per il tempo ridotto in cui sarebbe stata presente e avrebbe dunque potuto assistere ai fatti contestati. Queste in sintesi le motivazioni che hanno portato il giudice dell'udienza preliminare Anna Maria Oddone ad assolvere le due maestre che erano finite sotto accusa: Laura Noghera, 33 anni con gli avvocati Massimo Bernuzzi e Matteo Forni aveva scelto di essere giudicata con rito abbreviato ritenendo che quanto emerso dalle indagini potesse bastare a dimostrare la sua non colpevolezza. Anche Gelis Caraballo Bernaris, di 32 anni, che invece era pronta ad andare a dibattimento insieme al suo legale, l'avvocato Paolo Panucci, è stata prosciolta. Il giudice dell'udienza preliminare, nella stesura delle motivazioni della sentenza, smantella i mattoni accusatori a carico delle due maestre di Cura Carpignano ma non può fare a meno di sottolineare come l'indagine sia comunque partita in salita e zoppicante a causa di «scelte inappropriate effettuate dal consiglio di amministrazione della fondazione» che gestiva l'asilo nido di Cura. Fondazione Ada, che gestiva la struttura per conto del Comune, aveva esercitato, «se pur legittimamente» sostiene il giudice, il diritto di licenziare le due maestre «sostituendosi agli inquirenti» e limitando di fatto lo spazio operativo del pubblico ministero Paolo Mazza che, al termine dell'udienza preliminare celebrata un mese fa, aveva chiesto l'assoluzione per le imputate. Il giudice ha rilevato come dietro al caso nato attorno alle due maestre ci fossero, in controluce, anche rapporti tesi e polemici tra i dipendenti dell'asilo e l'amministrazione che potrebbero aver contribuito a innescare la miccia. Su queste «fragili basi», sostiene sempre il gup, è partita l'indagine. Ma le testimonianze raccolte si sarebbero poi indebolite nel corso del procedimento. Non a caso il giudice aveva voluto sentire le parti e i testimoni. E aveva concluso, sulla base di quanto ricostruito da alcune dipendenti, che i comportamenti contestati rientravano in realtà nella normalità di un asilo, come il pianto dei bambini al distacco dai genitori al mattino, i rimproveri per il cibo.