La famiglia Boerchio tra guerra e Resistenza

di Roberto Lodigiani wPAVIA Una spy-story ambientata tra Pavia, la neutrale Svizzera e la Francia negli ultimi due anni di guerra, quando in Nord Italia si combatte la battaglia finale fra i tedeschi e i loro collaboratori fascisti, da una parte, Alleati e Resistenza dall'altra. Di agenti segreti, in quei mesi, ne circolavano parecchi. Basti pensare a quanto sarebbe accaduto, proprio a Pavia, nei giorni della Liberazione, quando il sedicente colonnello De Matteis, legato allo spionaggio militare italiano, con un blitz occupa la prefettura beffando il Cln. Ma quelle al centro del nuovo libro del professor Giulio Guderzo, Nelle reti dell'Intelligence americana (Pime Editrice, pp. 230) sono «spie» del tutto particolari. Parliamo di Giuliana Boerchio, figlia di Abele, storico direttore e proprietario de La Provincia Pavese fino all'avvento del fascismo, e del marito Giuseppe Pirovano - per tutti il «Piro» – bergamasco, maestro di sci, guida e scalatore, pioniere delle tecniche di arrampicata: entrambi, prima lei, poi lui, reclutati dall'Oss, la Cia dell'epoca, con il compito di ottenere informazioni sul nemico - le forze in campo, movimenti e consistenza dei reparti - e di tenere i contatti e rifornire le formazioni partigiane della Valle d'Aosta. Una vicenda praticamente inedita - con qualche traccia solo in «Spie per la libertà» di Franco Fucci e in «La Glass e Cross attraverso le Alpi» di Edi Consolo – ricostruita attraverso i documenti e il carteggio faticosamente ma scrupolosamente recuperato da Daniela Pirovano, figlia della coppia. Le strade dei due, nel terribile inverno '44-45, si dividono per poi riunirsi, avventurosamente a Mentone nella Francia già liberata. Professor Guderzo, dai documenti si deduce che anche Abele Boerchio collaborò con i servizi americani. «Antonio Usmiani (Toni), uomo di fiducia di Allen Dulles, il capo dell'Oss, lo indica come suo stretto collaboratore. Con quale ruolo, non lo si è mai capito. Nel 1944 Boerchio è a Milano perchè a Pavia per lui tira una brutta aria. Era già stato arrestato e poi liberato grazie a Paolo Lazzarini, suo vecchio amico e concittadino di Villanterio. Quanto ad Usmiani, è il garante insieme a Ferruccio Parri della buona fede del generale delle Ss, Karl Wolff, plenipotenziario di Himmler in Italia, impegnato in trattative segrete con gli americani per la resa delle forze armate tedesche nel nostro Paese». Come avviene il reclutamento di Giuliana e del marito Giuseppe? «Giuliana viene contattata per prima, poi tocca a Pirovano che diventa la guida alpina dei trasporti di armi destinati ai partigiani della Valle d'Aosta. Giuseppe faceva il maestro di sci a Limone Piemonte, i sentieri attraverso cui far pervenire i rifornimenti in pratica li scopre lui sul momento» (in allegato al libro la relativa cartina, conservata negli archivi di Washington). Certo è che ogni volta sembra che della Seconda guerra mondiale si sia già raccontato tutto e invece a oltre settant'anni di distanza si continuano a scoprire aspetti inediti. «Un risvolto interessante a cui accenno nel libro riguarda il tentativo di De Gaulle di annettersi la Val d'Aosta. Le manovre proseguono fino a quando a mettere in riga il generale francese interviene direttamente il presidente americano Truman. E la Val d'Aosta rimane italiana». Ora un breve profilo biografico dei protagonisti. Abele Boerchio, nato a Villanterio il 29 agosto 1879, proprietario dal 1906 della «Provincia» (che l'anno dopo diventa quotidiano), massone della loggia Cardano, interventista nel 1915, poi antifascista, è quindi costretto a lasciare il giornale che riprenderà brevemente dopo il 25 luglio del '43, con la caduta del fascismo, e stabilmente nel dopoguerra. Giuliana Boerchio, figlia di Abele e di Luigina Fusi, nasce il 13 agosto 1908 (il fratello Max il 9 ottobre 1910), conclude gli studi magistrali; muore a Pavia il 18 giugno 1993. Infine Giuseppe Pirovano, nato a Bergamo il 19 marzo 1908, studi in ragioneria, nel dopoguerra partecipa a memorabili imprese alpinistiche ed è tra in fondatori dell'«Università dello sci» fra Stelvio, il Tonale e Cervina; muore a Pavia il 18 giugno 1993. ©RIPRODUZIONE RISERVATA