Industriale ricattato, arrestato il custode
di Anna Mangiarotti wVIGEVANO La busta con centomila euro in contanti era ancora sul comodino: i carabinieri hanno arrestato per estorsione il custode della villa dove vive Aldo Giardini, 80 anni, noto imprenditore vigevanese, patron dell'omonima azienda chimica di via Castellana che produce pelli sintetiche. Vincenzo Scarcella, 70 anni, è accusato di aver prima simulato, a metà marzo, un'intrusione notturna nella villa con un tentativo di incendio nel garage. E poi altri due tentativi di entrare a villa Giardini che il custode diceva di aver sventato, oltre a chiamate mute o di minacce, per creare nell'imprenditore, secondo le accuse uno stato di ansia e la paura di una vera organizzazione criminale. Aldo Giardini ha anche trascorso tre settimane nella casa di famiglia al mare, impaurito da quanto sembrava accadere a Vigevano. Rientrato il 21 aprile dalle vacanze forzate, all'industriale è arrivata una busta con un messaggio anonimo che chiedeva il versamento di centomila euro, entro la mezzanotte del 25 aprile o ci sarebbero state altre ritorsioni. L'imprenditore a quel punto si è rivolto ai carabinieri che hanno avviato l'indagine, diretta dal procuratore di Pavia Gustavo Cioppa e dal sostituto Roberto Valli. In particolare, il luogo indicato per la consegna del denaro è stato riempito di microtelecamere per riprendere chi avrebbe recuperato i soldi. La sera del 25 aprile i militari del nucleo operativo della compagnia di Vigevano, coordinati, dal capitano Rocco Papaleo hanno circondato la villa. Al ritiro del sacchetto con le banconote, si è presentato un uomo da solo. Era il custode, poi pedinato fino alla sua abitazione dove i militari hanno fatto irruzione. Il 70enne è stato sorpreso nel letto dove si era già addormentato, dopo aver contato le banconote sciogliendo le mazzette in cui erano state confezionate, e lasciandole poi sul comodino. Vincenzo Scarcella è stato quindi arrestato per estorsione aggravata, anche in considerazione dell'età avanzata della vittima, e trasferito in carcere a Pavia in attesa dell'udienza per il giudizio di convalida. Le indagini dei carabinieri proseguono per verificare se effettivamente l'uomo abbia architettato tutto da solo o se abbia dei complici, e soprattutto per accertare quale motivo lo abbia spinto a tradire la fiducia del datore di lavoro dopo cinque anni come custode. «Ringraziano la procura e i carabinieri», dice l'avvocato Paola Giardini, una dei figli dell'imprenditore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA