Expo, il governo ci crede «La scommessa è vinta»
di Cinzia Lucchelli wROMA «Sembrava impossibile, oggi possiamo dire che è una scommessa vinta». A una manciata di giorni dell'apertura dei cancelli Expo tocca al premier Matteo Renzi sbilanciarsi sul successo dell'Esposizione universale ospitata da Milano. «I padiglioni sono bellissimi - continua il presidente del Consiglio in un post su Facebook-. Accogliere 20 milioni di visitatori sarà la sfida del 2015 del nostro paese». Al momento sono 10 milioni i biglietti venduti per questo evento che, continua Renzi, non è solo «una fiera, ma una gigantesca occasione in cui l'Italia riflette su se stessa e accetta la sfida del futuro. Sarà una grande sfida culturale, sarà l'Expo con il maggior numero di delegazioni straniere». Di «grande occasione» e di «opportunità preziosa» parla anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando come la «qualità Italia» del Made in Italy sia la chiave giusta per affrontare «una sfida che riguarda l'intero Paese e la nostra organizzazione economica e sociale». Se le celebrazioni sono già cominciate, i lavori continuano a ritmo serrato: per portare a compimento entro il primo maggio la città temporanea sorta in pochi mesi alla porte di Milano sono stati chiamati a lavorare negli ultimi giorni fino a 9.000 persone. Un esercito in elmetto giallo. Proseguiranno fino all'ultimo istante possibile, non si fermeranno neppure il giorno precedente l'apertura quando 500 uomini tra reparti speciali di polizia, soldati, artificieri, nuclei con cani specializzati nella ricerca di armi saranno impegnati in una maxi bonifica del sito. Proprio la sicurezza rimane uno dei fili rossi di questo Expo che vuole mettere al centro delle riflessioni il cibo e la sostenibilità, indicando strade da seguire per una redistribuzione delle risorse del nostro Pianeta, per evitare sprechi da una parte e troppi affamati dall'altra. A destare preoccupazione, nel giorno dell'inaugurazione, sono le proteste annunciate dai No Expo. Il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca assicura una «grandissima attenzione» e si mostra tranquillo: «Al di là di qualche limitato gruppo di persone che non condividono lo spirito di Expo - dice - tutto poi confluirà in una grandissima giornata di festa». Le minacce arrivano anche dal cielo, dall'incognita delle previsioni del tempo che abbondano di nuvole e di qualche fulmine. La pioggia oltre a ostacolare i lavori finali di verniciatura del cantiere, rischia di rovinare la cerimonia inaugurale del primo maggio prevista all'aperto, nell'Open Air Theatre. Tante le autorità, ci sarà Renzi, papa Francesco si collegherà in diretta video. E proprio al pontefice è diretto l'invito da parte della Turchia. Ieri, giorno della presentazione del padiglione di questo paese, il viceministro dell'economia Adnan Yildirim ha allungato la mano al Vaticano: «Saremo lieti di dare il benvenuto al Santo Padre». Gesto subito raccolto dal cardinale Gianfranco Ravasi, che oltre ad accettare l'invito a nome della Santa Sede lo ha ricambiato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA