Quegli 800 secondi per i migranti

PAVIA Ottocento secondi di mobilitazione, ogni secondo dedicato simbolicamente a una vittima dell'ultima strage del Mediterraneo, avvenuta fra il 18 e il 19 aprile: questa l'iniziativa della comunità di Sant'Egidio di Pavia, in piazza Leonardo da Vinci, per rompere l'indifferenza spesso dedicata a chi attraversa il mare sperando di trovare una vita migliore in Europa. Iniziativa a cui, nonostante il maltempo, hanno partecipato circa cento persone, fra cui il sindaco Massimo Depaoli e l'assessore provinciale Francesco Brendolise. Quasi un quarto d'ora di letture, scandite da momenti di silenzio resi suggestivi dalla pioggia, che raccontavano l'orrore delle traversate in mare e le speranze di chi parte: una lettera indirizzata alle autorità europee, scritta da due giovani ragazzi della Guinea rimasti uccisi dal freddo durante il viaggio, in cui chiedevano accoglienza per poter studiare e rendere l'Africa un luogo più simile all'Europa, una volta tornati. Ma anche una testimonianza da un peschereccio partito dalla Libia, in cui si raccontano gli atteggiamenti di prevaricazione degli scafisti che per muoversi non esitano a calpestare i corpi dei migranti. «Di solito ci attiviamo nel periodo natalizio – ha spiegato Anna Gallia, fra gli organizzatori – ma alla luce di quel che è successo abbiamo voluto anticipare: stiamo preparando un "pranzo dell'accoglienza" in università per passare un messaggio di apertura verso queste persone». Emanuela Pioli