Concorso universitario la bocciatura è annullata

di Filiberto Mayda wPAVIA Il Tar boccia la commissione che si era insediata all'Università di Pavia per decidere sugli avanzamenti di carriere dei professori universitari di Informatica. Con una decisione depositata il 23 aprile scorso, infatti, la terza sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha annullato la "bocciatura" di un docente, il professor Giuseppe Placidi, e la reativa «valutazione negativa in relazione al conseguimento dell'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di II fascia per il settore concorsuale 01/B1 – informatica». Dunque, valutazione da rifare, per il professore. Le motivazioni della decisione sono interessanti non tanto e non solo sotto il profilo strettamente giuridico, ma perché i giudici - anche se con prudenza - bacchettano il modo in cui le commissioni sembrano lavorare. In buona sostanza, si legge tra le righe, non è possibile che una commissione liquidi la storia professionale di un docente con termini generici come "migliorabile", senza mai entrare nello specifico della valutazione dei titoli, dei lavori, delle capacità del candidato. Un interessante precedente giurisprudenziale. Anche perché i giudici scrivono che «è vero che la prescritta analiticità dei giudizi deve tenere conto dell'elevato numero di candidati partecipanti alla procedura e, inoltre, del numero di pubblicazioni e titoli che ogni Commissione deve valutare per ciascuno di essi; ma è altresì necessario che ciascuno dei candidati possa avere sicura contezza dell'avvenuta valutazione delle sue opere e della ragione per cui esse non sono state ritenute degne di giudizio positivo». Tradotto: è comprensibile che la commissione abbia di fronte centinaia di candidati da valutare e si fa quel che si può, ma la necessaria rapidità non può andare a scapito dell'analiticità. E quindi «tale possibilità (di conoscenza dei giudizi), per quanto detto, non è stata data all'odierna parte ricorrente, anche perché il diffuso giudizio di "migliorabile" attribuito al candidato non trova riscontro (nè è, da un punto di vista lessicale, univocamente rapportabile) alla scala di giudizi». Infine, va anche detto che nel ricorso contro la commissione, il professore aveva notato come mancasse numerosa documentazione e persino le copie dei documenti di identità che confermassero i nomi dei componenti della commissione stessa. In buona sostanza, un pasticcio amministrativo. E il concorso, almeno per lui, è tutto da rifare.