Garlasco, campagna per salvare il “cabinone”

GARLASCO Ridare un futuro al "cabinone" Enel, la struttura in stile liberty in via Bozzola che secondo molti garlaschesi è un esempio di archeologia industriale che va tutelato. La proposta è stata lanciata su internet. La struttura però, da cinque anni, è di proprietà di una società immobiliare di Milano. Sul "cabinone" c'era un progetto, formulato e approvato dalla giunta Spialtini, ma rimasto in vita anche con l'attuale giunta Farina. L'idea era quella di ristrutturare l'immobile di via Bozzola ed edificare nuove villette nell'immenso parco. Inoltre, in cambio, la società immobiliare avrebbe dovuto realizzare anche il completamente della pista ciclopedonale fino al santurio della Bozzola. Tutto è rimasto solo sulla carta però. «Abbiamo sollecitato più volte la società in questi anni, ma su questo progetto non sono arrivati segnali concreti» spiegano dal Municipio. Un peccato, anche secondo il popolo del web, che uno dei simboli della Garlasco che fu non trovi nuova luce. Ad oggi infatti il cabinone Enel, usato fino agli anni '70 quando era stato accantonato per fare spazio ad una più moderna struttura costruita ad Alagna, è completamenti in disuso. E'tutto rimasto come una volta, ma il tempo rischia di logorare questa struttura che risale agli inizi del '900. Sulle facciate ci sono ancora affrescati i nomi dei grandi dell'elettricità italiana, quello di Alessandro Volta l'inventore della pila campeggia nel lato che guarda verso la città di Garlasco. «Ho deciso di mettere la foto sul web per sensibilizzare dispiace vedere gli edifici storici che cadono a pezzi in quella maniera. La cabina Enel è un edificio storico che va tutelato – sottolinea Mauro Marone, il 45enne di Garlasco che ha "lanciato" su internet il cabinone di via Bozzola - Viviamo in tempi difficili, d'accordo i soldi non si trovano ma, se c'è la possibilità di sensibilizzare al recupero anche attraverso il web, ben venga». Ma cosa prevedeva il progetto di riqualificazione, di cui si parla da quasi un decennio, nel dettaglio? In buona sostanza il cabinone, preservando la facciata e l'architettura liberty dato che l'edificio è sottoposto al vincolo della Sovrintendenza, sarebbe diventato un mix (una quindicina di lotti in tutto) tra uffici ed appartamenti ricavati realizzando una-due tramezze: attualmente infatti la struttura alta 12 metri non ha piani intermedi. Nella parte esterna era prevista la costruzione di una palazzina su due piani, a pianta semicircolare, da 25 appartamenti, box interrati e 12 parcheggi oppure, in un seconda battuta, era stata messa in conto la costruzione di 4-5 villette. Sandro Barberis