Insulti razzisti durante la partita dei Giovanissimi

VALLE LOMELLINA Un insulto di stampo razziale, durante una partita di giovanissimi, urlato dagli spalti nei confronti dell'arbitro, un ragazzo di pochi anni più grande rispetto ai giocatori in campo, tutti ragazzini di 14-15 anni. E' successo domenica scorsa, nella partita di giovanissimi provinciali tra Valle e Cilavegna: per questo il giudice sportivo ha punito per responsabilità oggettiva la società di casa con una giornata a porte chiuse per «l'insulto discriminatorio per motivo di razza». La sanzione è stata sospesa per la mancanza di precedenti da parte del Valle. Adesso la società sarà sottoposta ad un periodo di prova di un anno: nel caso in cui episodi del genere dovessero ripetersi, la società verrebbe punita e sconterebbe anche questa squalifica rimasta in sospeso. Un fatto grave, ancor più incredibile se si considera che è accaduto durante una gara giovanile tra ragazzini di 14-15 anni. «Come società ci dissociamo con forza da quanto accaduto – spiega Carlo Pavesi, dirigente del Valle -. Siamo molto dispiaciuti perché non era mai successo nulla del genere e si è trattato di un insulto pronunciato da una singola persona del quale sul momento nessuno si era accorto: peraltro nelle nostre squadre ci sono numerosi ragazzi stranieri, di varie etnie, ed abbiamo sempre vissuto questo sport come veicolo di valori positivi ed integrazione». Un episodio che fa tornare alla ribalta il problema dei genitori che talvolta creano problemi alle partite giovanili: esattamente un mese fa a Vigevano, durante una partita di pulcini tra Superga ed Abbiategrasso, si era scatenata una rissa tra i genitori. «Un episodio deplorevole, a maggior ragione perché accaduto durante una partita giovanile e perché l'arbitro insultato è un ragazzo poco più grande rispetto ai giocatori in campo – commenta Roberto Del Bo, presidente della delegazione provinciale di Pavia -. E' stata punita, per responsabilità oggettiva, la società di casa, anche se personalmente penso che le punizioni sportive servano a poco, molto di più si può ottenere con iniziative di informazione rivolte a tutti i protagonisti». Lunedì scorso è stato organizzato un incontro per dirigenti e tecnici dell'attività di base, mentre la stessa riunione verrà replicata il 18 maggio per il settore giovanile. «L'obiettivo è educare al fair play ed al rispetto delle regole – prosegue Del Bo -. Ho imposto la partecipazione obbligatoria e l'eventuale assenza comporterebbe l'impossibilità di iscrivere la squadra al prossimo campionato. E' una battaglia difficile, ma speriamo che la sensibilizzazione dei dirigenti porti un effetto a cascata, in cui siamo gli stessi protagonisti a sensibilizzare il pubblico, arrivando a reagire con fermezza in caso di episodi questo genere». Alberto Colli Franzone