Centro culturale nell’alloggio popolare

GARLASCO Alloggi di edilizia popolare trasformati in sede per le associazioni. La giunta comunale ha deciso nei giorni scorsi di completare il progetto del Centro Socio Culturale Martinetti dove si trovano tre alloggi che fanno parte dei 51 appartamenti di edilizia residenziale popolare di cui è proprietario il Comune. «Di questi tre alloggi due sono assegnati a famiglie, mentre uno era stato censito come non disponibile perché in ristrutturazione – spiegano dal Comune – adesso l'alloggio è stato ristrutturato sotto il profilo edilizio, ma abbiamo considerato il fatto che queste abitazioni sono situate in una struttura polivalente dedicata alle attività culturali e sede di associazioni, quindi non adeguata alle esigenze abitative e residenziali».Presso il Centro di via Santissima Trinità infatti hanno sede il teatro, la biblioteca civica, alcune associazioni culturali e sportive, le sale conferenze e polifunzionali e una scuola di musica. «Già l'anno scorso l'amministrazione comunale aveva fatto sapere che l'idea era quella di utilizzare l'alloggio come sede di associazioni per uniformare progressivamente l'intero centro polifunzionale – si legge nella delibera di giunta – inoltre si pensi che l'edificio in questione presenta barriere architettoniche non sormontabili e pericolose per utenti anziani o bambini, immissioni rumorose e anche che vi è la necessità che l'accesso alle altre attività presenti sia sempre aperto al pubblico, anche in relazione ad eventuali sgomberi di sicurezza». Logica che non fa una piega, ma la lista di accesso alle case popolari non accenna a diminuire (sono circa una trentina le richieste) e la scelta dell'amministrazione significa alloggi in meno a disposizione. «L'amministrazione comunale di Garlasco è proprietario di un esteso alloggio di edilizia residenziale pubblica in via Ticino (frazione di San Biagio) per il quale l'amministrazione ha disposto un investimento – spiegano dal Municipio – è da anni disabitato in quanto inagibile, ma una volta pronto potrà essere suddiviso in due unità abitative che ben potrebbero incrementare la disponibilità residenziale del Comune». La minoranza però non ci sta e dissente in modo risoluto sulla scelta effettuata dall'amministrazione come spiega Alessandro Re, capogruppo di Garlasco Domani in consiglio comunale: «E' semplicemente scandaloso, le associazioni a Garlasco, anche quelle più giovani e meno strutturate, rappresentano un elemento di grande dinamicità, utilità e impegno civile che bisogna giustamente supportare - spiega il consigliere di minoranza - ma davanti alle esigenze di famiglie in difficoltà cade ogni ragionevole considerazione che può muovere l'amministrazione comunale per giustificare questa scelta». Maria Pia Beltran