«Mancano chirurghi vascolari»
di Anna Ghezzi wPAVIA Due medici sono andati via al primo di marzo. E dopo un mese e mezzo i colleghi della Chirurgia Vascolare del San matteo scrivono alla direzione sanitaria, generale e amministrativa del San Matteo e al presidente Alessandro Moneta per sollecitare una sostituzione e descrivere le difficoltà a mantenere tutti i servizi garantiti prima: due ambulatori, le reperibilità per le sale operatorie, le guardie. Difficoltà crescenti soprattutto in vista dell'estate, con il piano ferie da fare – perché le ferie si devono smaltire senza possibilità di rimandare – e i turni da garantire. «Impossibile continuare a garantire il servizio», è il messaggio di sos mandato ai vertici dell'ospedale e sottoscritto dai 10 medici della Chirurgia Vascolare, compreso il primario Angelo Argenteri. «La prima sostituzione sarà fatta a breve, nei prossimi giorni sarà messo fuori l'avviso. Per la seconda dobbiamo aspettare il budget di spesa regionale che non è ancora arrivato», spiega il direttore sanitario Pasquale Pellino. Ma tra avviso, candidature, colloqui e selezione, anche per la prima sostituzione servirà almeno un mese e mezzo. Giovanni Bonalumi e Giuseppe Mazzotta si sono trasferiti alla Clinica Città di Pavia il primo marzo. E il lavoro che veniva svolto da 11 persone ora è svolto da due persone in meno. «Così basta una malattia, una riduzione dell'orario di lavoro, la necessità di fare le ferie per mettere in difficoltà l'attività del reparto – spiega Federico Capra Marzani, sindacalista Aaroi Emac – I medici hanno mandato anche al sindacato la lettera scritt per sollecitare la sostituzione e noi abbiamo chiesto un incontro, ben consci del fatto che l'amministrazione dell'ospedale fa quel che può, che ci sono dei limiti alle assunzioni e al turn over imposti dalla regione e tempi tecnici. Il problema è che la coperta è sempre più corta: anche in cardiochirurgia, dove i medici sono tanti, 18, ma le attività sono tante da garantire, dalla guardia, alla sala operatoria, ai trasporti di organi, agli ambulatori, al reparto. E così bastano una maternità o una malattia a rendere quasi insostenibili i carichi di lavoro». «Non siamo in emergenza –: minimizza il primario Angelo Argenteri – la sollecitazione,è stata fatta anche per dare un segnmo alla Regione, da cui dipendono le assunzioni, in vista delle ferie, per evitare difficoltà future. il problema è che man mano che i medici vanno in pensione o se ne vanno diminuiscono le risorse, ma il carico di lavoro è lo stesso». «Putrtroppo – riprende Pellino – ci sono dei tempi tecnici, per la sostituzione di un medico. E se vanno via in due, spesso se ne riesce a sostituire solo uno. Stiamo già preparando al determina per la prima assunzione, col budget 2015, che tuttavia non è ancora arrivato dalla regione, faremo anche la seconda. I tempi sono lunghi, spesso occorre aspettare anche un anno per avere il budget e l'ok sulle assunzioni come ben sanno i reparti in cui c'è più tunover, come il pronto soccorso. Stanti così le cose occorre anche pensare a riorganizzazioni dei reparti, anche temporanee, per far fronte ai cambiamenti, in modo da non tagliare i servizi agli utenti».