Registro coppie di fatto Tensioni in Consiglio

di Donatella Zorzetto wPAVIA La seduta politica sul bilancio si è trasformata in uno scontro sul registro delle coppie di fatto. Con il coinvolgimento di una persona seduta tra il pubblico, fino a due mesi fa convivente con il proprio partner poi defunto. Lo scontro ha visto protagonisti il consigliere Alessandro Cattaneo e il capogruppo del Movimento 5 stelle Giuseppe Polizzi. Il primo che nella precedente seduta consigliare aveva sottolineato, a proposito dell'introduzione a Pavia di un registro delle coppie di fatto (delibera che sarà proposta prossimamente dallo stesso Polizzi): «Come pavese eterosessuale mi sento discriminato». «L'ho detto provocatoriamente – precisa ora Cattaneo –, per sottolineare come questa amministrazione assuma provvedimenti e organizzi iniziative su misura solo per le minoranze». Ma quell'intervento ha scatenato la voglia di replica di Polizzi. Che venerdì sera in Consiglio ha preso la parola nell'ambito della discussione dedicata al bilancio, per regalare all'avversario una stoccata in premessa. A raccontare la vicenda è Cesare Vitali, che del suo essere omosessuale e convivente ha fatto una bandiera, e che da Polizzi è stato preso ad esempio di persona penalizzata dalla mancanza, a Pavia, di un registro che riconosca i diritti derivanti dal legame con il suo ex compagno di vita. «Si è creata un'atmosfera da Far West, scatenata dalle precedenti parole di Cattaneo – sottolinea Vitali riferendosi alla seduta consigliare –. E del resto come interpretare le affermazioni di questo angioletto del Centrodestra? Come caduta di stile, ironia di bassa lega, o manifestazione di omofobia? Certamente questi signori, che si definiscono ferventi cattolici, non hanno capito, o fanno finta di non capire il messaggio di papa Francesco». In pratica, venerdì sera è accaduto che Polizzi abbia cercato di replicare, dicendo di voler commentare le parole di Cattaneo, che l'assessore Rodolfo Faldini l'abbia interrotto per riportarlo alla discussione sul bilancio, finchè, alla fine, è intervenuto il presidente del Consiglio Antonio Sacchi riportando la calma in aula e restituendo la possibilità di replica aPolizzi. «Cattaneo ha una fissazione per i temi dell'omosessualità, non partecipa ai lavori delle commissioni, ma ad ogni consiglio parla di gay per dire che si sente discriminato in quanto eterosessuale. Su questi temi ci vuole apertura di idee, non bisogna esserne ossessionati. Vorrei parlare con lui di molti altri temi, ma non è possibile perchè alla fine tiene banco l'omosessualità. Si vede che è curioso». Cattaneo non ci sta a passare per razzista. Precisa: «Da sindaco, nel 2010, ho aperto lo sportello contro tutte le discriminazioni, in pieno accordo con Arcigay». E prosegue: Ho visioni laiche e moderne, ma non tollero demagogie. Polizzi sbaglia i toni, e strumentalizza quando indica tra il pubblico Vitali dicendo che non può accedere alle cassette di sicurezza e alla pensione dell'ex compagno defunto. Allora cosa dobbiamo fare quando ci sono crisi occupazionali: portiamo in aula le famiglie dei licenziati?». «A Polizzi, se mi avesse ascoltato, avrei detto che nel merito non sono affatto certo che il registro coppie di fatto a Pavia risolva il problema: è debole e inutile. Semmai serve una legge nazionale. La verità è che Polizzi ha paura di tutto ciò che è diverso da lui».