Leiden chiama Voghera, sfida dei ragazzi

VOGHERA Per il liceo Galilei di Voghera quello di quest'anno è il diciannovesimo scambio con l'Olanda, un'esperienza che ogni volta per studenti e insegnanti si riconferma eccezionale. Strutturato sempre allo stesso modo, lo scambio prevede una settimana di permanenza a Leiden per gli studenti italiani e altrettanti giorni in Italia per gli olandesi: in entrambi i casi i ragazzi dormono a casa dei loro coetanei stranieri, frequentano la stessa scuola e visitano il loro paese. «Non solo prendere parte allo scambio è stato utilissimo per migliorare il nostro livello d'inglese – hanno commentato Aurora Pallavezzati e Julien Cerutti della 3A scientifico – ma è anche stata una grande opportunità di conoscere e rapportarci con una cultura molto diversa dalla nostra: basta infatti guardare con attenzione le loro città, le loro strade, le loro abitudini per capire che hanno un modo di vivere molto distante dal nostro. Nonostante questo tra ragazzi ci si capisce sempre al volo ed è facile fare amicizia, soprattutto se (come in questo caso) si finisce per vivere insieme un'intera settimana». Arrivata a Voghera lunedì scorso, la delegazione olandese ha visitato Milano e Torino, mentre in zona si è fermata alla Certosa di Pavia: «Le due grandi città che abbiamo visto – hanno raccontato Hanya e Naomi – ci hanno colpito molto, ma girando nei dintorni abbiamo potuto apprezzare anche i paesaggi e le campagne. Più di tutto però è stato divertente vedere come le persone vivono nella loro nazione, imparando ad osservare i diversi stili di vita: simpatici e molto carini, gli italiani ci hanno colpito per il loro modo rilassato di approcciarsi alle cose, la loro capacità di reagire con leggerezza ed elasticità alle situazioni. Noi probabilmente siamo un po' più rigidi». Oltre ad aver preso parte a diverse gite, durante la settimana trascorsa in Italia gli studenti hanno lavorato (come è ormai tradizione) sul tema della sostenibilità, concludendo il percorso con un dibattito nella sala consiliare di palazzo Gounela. Serena Simula