Ondata di migranti Diecimila in 5 giorni

di Maria Rosa Tomasello wROMA La prima onda anomala è arrivata, come previsto, con la bonaccia: 10mila persone in cinque giorni, ieri compreso, l'avvisaglia di una nuova emergenza che era facile prevedere. Nella sola giornata di ieri 1.511 migranti sono stati portati in salvo nel Canale di Sicilia in dodici operazioni coordinate dal Centro nazionale di soccorso della Guardia di finanza, che si sono aggiunti agli 8.480 salvati nei giorni scorsi. La fine della missione Mare nostrum, sostituita dal pattugliamento di frontiera europeo affidato a Triton non ha sollevato l'Italia dal dovere di salvare vite. Il plauso dell'Onu all'Italia. L'impegno di Roma è stato riconosciuto ieri ufficialmente dall'Onu: «L'Italia sta portando un fardello enorme per conto dell'Unione europea sul problema dell'immigrazione - ha detto il portavoce Stephane Dujarric. Ma se il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha denunciato che «il 90% dell'impegno è sulle spalle della Marina italiana» e che bisogna «dare più soldi a Triton», Berlino ha replicato con una punta polemica: «Se si confronta il numero di morti, quelli registrati con Mare nostrum erano di più» ha detto un portavoce del ministero dell'Interno tedesco. L'Unhcr: Triton insufficiente. Ma se la Germania promuove la missione europea, è l'Unhcr a ribadire che Triton non basta: «Purtroppo Mare nostrum non è stata sostituita da una operazione di salvataggio equivalente, e allo stesso tempo mancano vie legali di ingresso in Europa per chi necessita protezione» ha affermato l'alto commissario Antonio Gutierres, che si è detto sconvolto per la notizia di una nuova strage in mare: la morte di 400 persone al largo della Libia lunedì scorso raccontata dai superstiti giunti in Italia. La procura di Reggio Calabria intanto ha avviato indagini su un naufragio in cui sarebbero morte 300 persone in un luogo imprecisato del Mediterraneo. A raccontare della tragedia sono stati alcuni migranti arrivati due giorni fa a Reggio Calabria con la nave Orione. Non è chiaro tuttavia se si tratti dello stesso incidente, riferito con numero diversi. La pressione sulle coste, alla vigilia dell'estate, con i timori per le ripercussioni sul turismo, è enorme. A Taranto sono giunti 342 profughi con una nave di Triton, mentre la petroliera greca "Rizopon", con 82 immigrati, si è diretta a Cagliari, e un'altra petroliera ha condotto a Corigliano, in Calabria, 110 profughi, tra i quali 14 donne. Ma la prima linea è la Sicilia. A Palermo ieri sono approdati tre mercantili, che hanno trasportato 102 somali, 95 e 88 subsahariani, e all'alba a Messina da un mercantile sono scesi a terra 236 profughi. Il mistero degli spari in mare. A Catania intanto è giunto il rimorchiatore italiano "Asso 21" con 265 immigrati salvati al largo delle coste della Libia e oggetto di un attacco armato. La dinamica dell'assalto resta misteriosa: «Gli scafisti hanno sparato in aria: non all'equipaggio, né ai migranti - ha detto l'armatore Mario Mattioli -. Mentre era in corso il trasbordo è arrivato un barchino con cui hanno recuperato il barcone su cui si trovavano i migranti, sparando in aria per velocizzare le operazioni di sbarco». «Due di noi sono finiti in acqua, ma per fortuna sono stati recuperati prima che annegassero» hanno raccontato i migranti. Dall'esame di alcune foto, tuttavia, l'imbarcazione sembrerebbe una motovedetta usata da esercito e polizia, che dunque non sarebbe stata fermata dalla nave Bergamini della Marina militare perché riconosciuta come mezzo "ufficiale" della Guardia costiera libica. La procura di Catania ha aperto un'inchiesta per chiarire la vicenda. La Lega attacca Renzi. Il fronte politico è in fiamme. «Il governo Renzi e Alfano è complice e corresponsabile, aiuta gli scafisti, finanzia i terroristi e ha migliaia di morti sulla coscienza» dice il segretario Matteo Salvini, mentre il governatore della Lombardia Roberto Maroni sottoscrive, dice, la posizione del presidente del Veneto Luca Zaia: «Anche in Lombardia ci sono "zero posti"». Al termine di un incontro con il ministro Angelino Alfano, il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino chiede «l'urgente presa in carico del problema da parte della Ue» e sottolinea: «Non bisogna lasciare sole le regioni rivierasche del Sud. Noi stiamo in contatto con tutte le prefetture per dare in tempi rapidi una risposta umanitaria. Ma la risposta deve essere corale». Il Viminale lavora intanto al progetto di creare "hub" regionali, come il villaggio di San Giuliano di Puglia (Campobasso), che potrebbe ospitare almeno un migliaio di persone. Sono già state individuate una serie di edifici della Difesa a Messina, Civitavecchia e Bari, ma da ristrutturare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA