Senza Titolo
PUNIZIONI Bulli in gita e genitori indifferenti nUna signora mi ha detto che quanto accaduto in quel liceo piemontese, durante la gita, è esageratamente folkloristico, inopportunamente sbandierato, negligentemente punitivo, perché a suo modo di vedere ci sono stati eccessi mediatici e di comunicazione in riferimento a un episodio che non è poi così grave. Prima di risponderle ho davvero contato fino a dieci per non sbottare. Un adolescente afferrato, denudato, depilato a forza, caramellato come un cono gelato, messo alla berlina, fino a considerarlo un oggetto, uno spazio di divertimento. Domando a questa signora scandalizzata dalla punizione pesante decisa dal preside, se questo atto di persecuzione messo in pratica dai coetanei, a mio modo di vedere giustamente sospesi, può davvero essere ritenuto un innocente momento ricreativo, un'opportunità di svago? Oppure usare la violenza verso un compagno ritenuto sfigato, drammaticamente innocente, è invece un atto prettamente bullistico, un comportamento che scaturisce dalla "quotidiana anormalità" dei rapporti tra le persone. La signora dallo sguardo perentorio mi risponde senza troppi dubbi: sono giovanissimi che hanno messo in scena teatralmente una bischerata. No, signora mia, non è una ragazzata e c'è di peggio, predisporsi alla sbrigativa assoluzione ricorrendo alle solite giustificazioni da genitori presi in contropiede. Un adolescente messo sotto brutalmente dal branco è violenza messa in scena nei "consueti" canali mediatici molto in voga tra gli adolescenti, significando che la violenza è percepita come un gioco, dunque anche la prepotenza, lo scherno ripetuto fino a scarnificarne la dignità, pubblicando le immagini tramite la messaggistica istantanea per sublimarne l'evento. Cara signora quanto accaduto a quel ragazzo è segnale da non percepire con indifferenza, affinché domani non risulti suo figlio a dover subire i morsi di quelle "ragazzate" come le ha erroneamente chiamate lei. Vincenzo Andraous Pavia ZINASCO La tempistica dell'impianto Alan n Rispondo alla lettera del sig. Sivieri dal titolo: «L'impianto Alan non è una sorpresa». La mia osservazione riguardo all'impianto Alan è soprattutto per la mancata informazione ai cittadini della nuova autorizzazione (inizio attività 2012), di tale autorizzazione non si è neppure parlato in giunta e neppure in Consiglio comunale. L'attuale sindaco e i nuovi assessore hanno confermato di non esserne a conoscenza sino alla sera dell'ultimo consiglio (ricordo anche che l'attuale maggioranza è in carica da 10 mesi e che si era già parlato di impianti biogas in un'altra occasione), credo che la mancanza di comunicazione al sindaco sia un fatto grave. Il sig. Sivieri al momento dell' autorizzazione all'avviamento dell'impianto biogas era vice sindaco; a mio parere il vice sindaco (ex sindaco), l'assessore e i consiglieri citati nell'articolo del 28 marzo dovrebbero per onestà nei confronti dei nuovi amministraztori e della popolazione di Zinasco rassegnare le dimissioni dal loro incarico. Roberto Delbò Zinasco LUDOPATIA Pavia capitale delle slot n Secondo il tg3 Lombardia Pavia ha il primato in Italia per la presenza di slot machine in negozi e sale da gioco: pensate che nel piccolo negozio di tabaccaio, vicino a casa mia, ce ne sono 2. Chissà se il nostro sindaco se ne occuperà o si comporterà come con le scuole A. Negri e Severino Boezio che sono state al freddo completo fin dopo le vacanze di Natale? La "ludopatia" è una malattia, secondo me, molto grave perché crea dipendenza e, oltre ad influire sulla psiche, diventa, a lungo andare, come una droga dalla quale non ci si riesce a liberare e inoltre svuota le tasche fino al punto, per qualcuno, di indebitarsi. Per guarire è necessario rivolgersi ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta e, secondo me, ho verificato con i miei alunni in 40 anni, non bastano 3 o 4 sedute, soprattutto se la malattia non ha avuto un breve decorso. Se il parlamento non si preoccupa del dilagare di questo fenomeno, sperimo che l'amministrazione comunale di Pavia prenda provvedimenti in merito: sarà difficile perché sia Stato che Comuni ci guadagnano. In un articolo della Provincia pavese del 2014 stava scritto che già del 2002 il dott. Vigna, cardiochirurgo del Policlinico, presentò in consiglio comunale un Odg contro la nascita della "sala Bingo" di piazza Emanuele Filiberto che, secondo lui, poteva diventare il primo passo per la diffusione del gioco d'azzardo in città. Dopo 12 anni, parole del dott. Vigna riferite sempre dalla Provincia pavese, fu scritto: "Posso dire che siamo la capitale del gioco d'azzardo in Italia". Possiamo vantarcene? A. Invernizzi CANDIDATURE Pd, corsa al tesseramento n Se chiedessi ad un esponente Pd di tesserarmi per il partito, credo che lo farebbe ad occhi chiusi, magari offrendomi anche il biglietto per l'Expo. Una volta tesserato avrei dei doveri da rispettare ma anche grandissime probabilità di essere candidato alle assemblee nazionali o provinciali, nonchè magari ad una lista di partito in una città. Così con una minima esperienza amministrativa un'iscritto potrebbe trovarsi a ricoprire un ruolo di rilievo che gli stravolgerebbe la vita. Credo sia utile applicare una "stagionatura" dei tesserati, con delle regole, per esempio non poter essere candidati se con meno di cinque anni dall'iscrizione al partito. Inoltre chi milita in un gruppo politico dovrebbe anche lavorare esternamente designando a sua volta chi non necessariamente "politico" sia la persona da candidare. Sergio Barbieri Montebello