Badia va al referendum per le nozze con Pieve
Badia conta circa 400 abitanti ed è poco distante da Pieve Porto Morone che invece ne conta quasi 2800. Chi è favorevole alla fusione ricorda i vantaggi che ne deriveranno: una diminuzione dei costi a carico degli enti comunali, migliori servizi, maggiori trasferimenti statali per dieci anni, con un aumento del 20% di quanto percepito nel 2010, incentivi regionali e l'esenzione per tre anni dal patto di stabilità che, tradotto, significa la possibilità di fare investimenti. E per i cittadini tutto questo comporterà una riduzione della pressione fiscale comunale. Chi è a sfavore invece sottolinea il venir meno dell'identità territoriale.BADIA PAVESE Saranno i cittadini ad avere l'ultima parola sulla proposta di fusione tra Badia e Pieve Porto Morone. L'amministrazione Cattacin ha infatti deciso di effettuare un sondaggio per conoscere il parere degli abitanti sull'idea di accorpare i due Comuni. Dopo l'assemblea pubblica che si è tenuta domenica pomeriggio, servita per informare la cittadinanza, e dopo i volantini distribuiti di casa in casa in cui si spiegano i punti di forza e le conseguenze negative di un'eventuale fusione, l'amministrazione intende organizzare una consultazione per conoscere l'opinione della cittadinanza su un progetto di fusione che, in un primo tempo, prevedeva anche l'accorpamento con il vicino centro di Monticelli il cui sindaco, Enrico Berneri, aveva però espresso subito parere negativo. Così adesso una possibile fusione si gioca tutta tra Pieve e Badia. E il piccolo paese della Bassa, in tutto circa 400 abitanti, una superficie territoriale di cinque chilometri quadrati, aspetta di verificare la volontà dei residenti prima di avviare l'iter lungo e complesso che porterebbe alla fusione. E' stata indicata la data del 3 maggio, ma è ancora da ufficializzare. Intanto dal gruppo di minoranza guidato da Fabio Lanza, arriva il "no" secco ad un accorpamento che «finirà per trasformare Badia in una frazione di Pieve», dice il consigliere, deciso a bussare di casa in casa per «far conoscere le ragioni della contrarietà ad una fusione che finirà solo per danneggiare la nostra comunità, mentre i vantaggi saranno solo per Pieve Porto Morone». Il sindaco Damiano Cattacin fa sapere che «l'assemblea pubblica indetta domenica aveva l'obiettivo di indicare i vantaggi che deriverebbero da un'eventuale fusione, ma anche di prospettare i risvolti negativi per Badia». E precisa: «Intendiamo tener conto del parere dei cittadini che in questo periodo sono stati informati sui pro e contro dell'accorpamento, in modo da dar loro gli strumenti necessari per decidere autonomamente». I benefici, sostiene il sindaco, sono tutti economici. «Ma a fronte dei contributi incassati – spiega - la fusione porterebbe inevitabilmente ad una perdita dell'identità territoriale». Sul sondaggio, Lanza avverte: «Controlleremo le procedure, anche perché di tutto questo non si è mai discusso con il gruppo di minoranza, né in commissione lavori. Chiederò copia delle schede per verificare come sarà formulata la domanda, intendo conoscere la composizione del seggio e domandare la possibilità di nominare delegati. Domenica molti hanno già espresso parere contrario, ma era presente meno del 10% della popolazione e il regolamento comunale impedisce di tenerne conto». Stefania Prato