Hillary scende in campo «Corro per la Casa Bianca»

di Andrea Visconti wNEW YORK Per Hillary Clinton è "pronti, partenza, via". Con un video-messaggio diffuso ieri pomeriggio attraverso i social media la ex First Lady lancia una nuova campagna presidenziale. «Mi sto preparando a fare qualcosa. Correrò per diventare presidente». «Tutti hanno bisogno di una persona che faccia la parte del campione. Vorrei essere io il campione su cui potrete contare», dice Hillary il cui volto appare solamente per pochi secondi nella seconda metà del video. Una scelta strategica perché nel messaggio elettorale di Hillary sono i bisogni della classe media che dovranno vincere nel novembre 2016. La ex First Lady infatti torna in pista otto anni dopo il primo tentativo di scalare la Casa Bianca. La sua campagna avrà un semplice slogan, "Hillary for America". Via il cognome per non dare agli americani la sensazione che sia una sorta di terzo mandato per il marito Bill Clinton. Come emerge dal video - costellato di mamme incinte, pensionati, giovani al primo impiego - il punto focale dei prossimi diciotto mesi saranno le ansie della middle class. «Quando le famiglie sono forti, l'America è forte», dice l'ex first lady. «Eleggendo Hillary vogliamo dare a ogni famiglia, ogni business, ogni americano una strada che porti verso una prosperità duratura», si legge nei principi guida della sua campagna elettorale. «Ci poniamo con umiltà, non diamo nulla per scontato, non abbiamo paura di perdere, siamo sempre in grado di tenere testa agli avversari e siamo pronti a combattere per ogni singolo voto», sono i principi portanti che "Hillary for America" ha lanciato ieri. Principi che hanno subito portato Obama a esprimere fiducia nella sua ex segretaria di Stato. «Sarà un presidente eccellente con un messaggio forte da diffondere», ha detto il capo della Casa Bianca benchè Hillary abbia preso le distanze da certe sue politiche. Allineata sul fronte dell'economia (eccessiva disuguaglianza), delle questioni sociali (sì ai matrimoni gay) e delle questioni climatiche (massima urgenza all'effetto-serra). Ma Hillary è su posizioni differenti per quanto riguarda le tasse (cauta nel minacciare un aumento ai ricchi), il commercio (gioco d'equilibrio coi sindacati sui trattati commerciali internazionali) e la politica estera. Su questo fronte c'è un gap con Obama: sì cauto a un accordo con l'Iran, no a tensioni con Israele. Posizioni centriste quelle di Hillary che hanno portato il sindaco liberal De Blasio a riservarsi di dare solo successivamente il suo endorsement. ©RIPRODUZIONE RISERVATA