L’addio a Baletti «Grande architetto generoso e geniale»
MORTARA Era gremita la basilica di San Lorenzo Ieri mattina per l'addio all'architetto Aldo Baletti, 74 anni, morto la settimana scorsa per una caduta dalla scala di casa, alla frazione Cattanea. Per ricordare Baletti c'erano tutti i suoi amici e colleghi di una vita a Mortara, ma anche ex alunni della moglie Anna Forni, storica insegnante del liceo Omodeo di Mortara, morta a 62 anni per un malore in classe durante un pomeriggio di lezione. Una famiglia conosciuta ed apprezzata a Mortara, provata da due tragedie a distanza di un decennio una dall'altra. Ieri l'intera comunità mortarese si è stretta intorno alle figlie Caterina e Ludovica. «Aldo era una persona geniale, mai banale, che sapeva affrontare qualsiasi discorso. Un grande architetto maniaco della perfezione estetica delle sue opere, in cui la scelta del colore era la sintesi estrema del suo pensiero – ricorda il genero Alessandro Pistoja, medico e sindaco di Nicorvo, sposato con Caterina Baletti -. Come uomo era piuttosto ruvido, tranne con chi, come me, aveva scelto come interlocutore. Amava i climi violenti e estremi, l'alta montagna come le torride estati greche. Detestava invecchiare perché odiava vedere la vita in disfacimento. Era generosissimo, lasciava laute mance ovunque andasse. Non esitava un istante ad aiutare gli altri qualora qualche soggetto gli confidava le sue difficoltà». Proprio il sindaco e la moglie hanno trovato il corpo ormai senza vita dell'architetto Baletti. Al termine della funzione, co-celebrata da don Felice Locatelli conoscente di famiglia dei Baletti, la basilica si è svuotata e i tanti presenti si sono stretti intorno alla famiglia prima della tumulazione al cimitero. (s.bar.)