Traffico limitato in Borgo La protesta dei residenti
di Marco Quaglini wPAVIA «Non vogliamo che sia istituita la zona a traffico limitato per fasce orarie in Borgo basso». I residenti sono contrari alla proposta di limitare l'accesso alle auto a via Milazzo solo a determinate fascie orarie. Accanto a questo malcontento i borghigiani chiedono anche che sulla riva del Ticino venga fatta manutenzione perché la riva è pericolosa. «Non siamo d'accordo alla limitazione del traffico a fasce orarie specifiche come ci aveva presentato l'assessore Lazzari in una riunione che era stata fatta - commenta Nicoletta Cassiani, psicoterapeuta che aveva pianificato di portare lo studio in via Trinchera spostandosi dal centro -, personalmente sarebbe un grosso problema perché ho pazienti che non deambulano e con problemi. Se viene creata una zona a traffico limitato in certi orari il Comune dovrebbe fornire un bus navetta: ha senso far passare un bus in via Milazzo?». Sono già state raccolte 300 firme da parte degli abitanti del Borgo basso perché non venga limitato l'accesso a via Milazzo. Marcella Magnino in due giorni differenti ha monitorato di prima mattina quante sono le macchine che entrano e escono dalla via. «Quando abbiamo fatto la riunione ci era stato detto dall'assessore che erano state contate 280 macchine di passaggio, ma il dato non è realistico. Sono andata di primo mattino due volte: ne ho contate quaranta in uscita e dieci in entrata. In via Milazzo ci sono 247 numeri civici, anche se ci fosse una macchina per numero civico non si arriverebbe a 280. Ho visto anziani e ragazzi che vanno a scuola a piedi e in bici». In via Milazzo ci si trovano diversi ristoranti che da anni sono in Borgo. Qual è l'opinione degli operatori che hanno scelto questa zona per avere attività di ristorazione? «Per noi sarebbe complicato una limitazione del passaggio, soprattutto per i fornitori che dovessero lasciarci la merce - spiega Renzo De Felice dell'Antica Osteria del Previ - credo che la cosa migliore sarebbe istituire un disco orario di un'ora». Chi invece non è d'accordo è Pasquale Maraucci del ristorante pizzeria Rosso Pomodoro. «Io non sono residente, quindi per me sarebbe un danno, mi costringerebbe a chiudere: noi ci teniamo a continuare perché siamo cresciuti in questa zona». «Non abbiamo mai parlato di zona a traffico limitato, abbiamo raccolto i dati con un metodo di rilevamento automatico a terra dopo di che abbiamo preparato un questionario che abbiamo dato a tutte le famiglie e ci è stato dato indietro entro il 31 marzo. Abbiamo sistemizzato le risposte dopo di che ci incontreremo con i lavori pubblici e poi faremo un'assemblea pubblico in borgo. C'è in ballo la salvaguardia di una delle vie più belle di Pavia», risponde Lazzari.