Museo dei capolavori senza fondi

CERTOSA Niente soldi pubblici al museo della Certosa che a gennaio rischiava di chiudere e che ora prosegue la sua attività solo grazie a sponsor privati. Nella programmazione ordinaria e straordinaria 2015 non sono previsti contributi da erogare per questo museo fondato nel 2011 e rimasto chiuso quasi un secolo per poi riaprire nel 2008. Il milione di euro arrivato lo scorso anno è vincolato agli interventi di restauro e neanche un centesimo di quella somma è stata stanziata per l'attività cultuale. Eppure, basterebbe rimodulare i finanziamenti e stornare almeno 50mila euro per la valorizzazione e la gestione del museo, ora passata dalla Soprintendenza ai Beni artistici al Polo museale. «Siamo stupiti – sottolinea il direttore Letizia Lodi – che non siano stati previsti fondi per l'attività museale proprio nell'anno dell'Esposizione universale che si tiene a Milano e chedovrebbe focalizzare l'attenzione dei turisti sulle realtà significative come la nostra . Stiamo mantenendo aperto il museo con finanziamenti privati e realizzando iniziative a costo zero». Insomma si naviga a vista, senza poter contare su fondi che consentano una programmazione a lungo termine e che permettano di effettuare alcuni dei lavori in cantiere, come la sistemazione degli infissi e dell'impianto di illuminazione. Da qui l'intenzione di introdurre il biglietto, per il solo accesso al museo per poter sostenere i costi di gestione e sorveglianza della struttura. «E' una valutazione che era stata fatta tempo fa e che pensiamo di concretizzare, includendo visite guidate alle varie sale di questa nostra realtà che conserva importanti testimonianze storiche e artistiche – spiega Lodi – Dovevamo avere circa 150mila euro, denaro che avrebbe costituito una boccata d'ossigeno, invece niente. Per questo presto incontrerò la Borsa di Milano sperando di ottenere un contributo che ci consenta di proseguire nelle attività in programma». Mobilitazione in cerca di sponsor e finanziamenti privati per una realtà trascurata dall'ente pubblico. Un programma particolarmente ricco quello che verrà organizzato all'interno del Palazzo Ducale, residenza estiva della dinastia dei Visconti e degli Sforza, e sede di una delle gipsoteche più importanti dell'intero territorio nazionale, con oltre 200 calchi e opere del Bramantino e di Bernardino Luini. Il museo infatti è entrato a far parte del progetto gipsoteche, cofinanziato da Regione Lombardia, che prevede anche una serie di conferenze e laboratori, in collaborazione con i Musei civici e l'università. Verrà allestita una mostra di foto dell'inizio del '900 di Luca Beltrami e sarà esposto un graduale della fine del '400 recentemente restaurato. "Presto saranno pronti i depliant in più lingue", precisa Lodi che punta a chiedere, ora che il museo è passato sotto la gestione del polo museale, personale fisso. «Sarebbe necessario – chiarisce - assumere almeno 4 custodi e un addetto alla segreteria di accoglienza». Stefania Prato