Distrae beni dalla coop fallita, condannata a due anni

PAVIA E' stata condannata a due anni di reclusione per aver distratto alcuni beni da una società di cui era amministratrice e che era stata dichiarata fallita. Antonietta Di Dio, 39 anni, residente a Busto Garolfo ma all'epoca dei fatti amministratrice della società cooperativa "Giado" è comparsa ieri mattina, assistita dal suo avvocato Giovanni Parini di Milano, davanti al collegio presieduto dal giudice Daniela Garlaschelli insieme ai colleghi Bruna Corbo e Chiara Bosacchi. Il pubblico ministero Ilaria Perinu aveva chiesto la condanna per l'imputata accusata di condotte tipiche della bancarotta patrimoniale distraendo alcuni beni dalla società fallita. L'ex amministratrice ieri ha raccontato le difficoltà nella gestione della società che soffriva da tempo di una profonda crisi finanziaria. La cooperativa Giado, che si occupava di trasporti merci senza deposito, era stata dichiarata in stato di insolvenza dal Tribunale di Pavia il 20 dicembre 2012. Secondo l'accusa Antonietta Di Dio, in un periodo compreso tra il 16 novembre 2004 e il 20 dicembre 2012, avrebbe distratto alcuni beni materiali di proprietà della società, macchinari, apparecchi e attrezzi per un valore complessivo di circa 32mila euro ma anche macchine da ufficio e autoveicoli per un valore di circa 18mila euro. La Procura di Pavia aveva contestato all'ex amministatrice di aver tenuto libri e documenti contabili in modo da non rendere possibile la ricostruzione del reale patrimonio e del movimento degli affari alla data del fallimento. Contro la sentenza che condanna Antonietta Di Dio a due anni di reclusione il difensore sta valutando al possibilità di presentare appello.