Boschi: «Nessuna modifica all’Italicum»
di Gabriele Rizzardi wROMA «La Direzione ha deciso, ha già dato un indirizzo. Per noi la legge elettorale funziona. Va bene così com'è e non c'è necessità di modifiche». Maria Elena Boschi gela le aspettative della minoranza del Pd più dialogante che, con Roberto Speranza, lancia un ultimo appello a Renzi per trovare una mediazione sull'Italicum. Di modifiche, però, il governo non vuole nemmeno sentir parlare. La conferma arriva nel giorno in cui alla Camera riprende l'iter di approvazione della legge elettorale. «Siamo in una fase delicata, possiamo avere la legge in quattro settimane, ed è quindi giusto un confronto. Ma ci sono tutti i presupposti per procedere» taglia corto la Boschi, che ricorda che la prossima settimana ci sarà un'importante riunione del Pd alla Camera. Il Gruppo parlamentare sarà chiamato a votare a maggioranza sul testo già approvato e la decisione andrà rispettata da tutti. Motivo per cui Renzi non pensa che ci sarà bisogno di porre la questione di fiducia. Quanto alla Boschi, la chiusura non sorprende la minoranza del Pd, che ieri, poche ore prima del via alla riunione, ha diffuso il testo della lettera a Renzi promossa da Area Riformista. Un lungo documento nel quale si chiede di mantenere aperto il confronto e si lancia un appello a «non dividere il Pd sulla legge elettorale». «Dobbiamo fare tutto lo sforzo possibile e prenderci ogni margine utile per trovare un'intesa» si legge nel documento, che chiede di eliminare i capilista bloccati ma anche di prevedere al secondo turno l'apparentamento tra liste e ricorda al premier che, dopo la fine del Patto del Nazareno, è solo la maggioranza a fare le riforme. «E se anche un pezzo del Pd non ci sta, rendiamo il disegno riformatore più debole e non più forte». Si vedrà nei prossimi giorni se ci sarà la possibilità di riaprire un confronto nel merito, soprattutto per quel che riguarda i capilista bloccati e il premio di maggioranza. Quel che è certo è che il governo ha fretta e vuole far approdare l'Italicum nell'Aula di Montecitorio il 27 aprile. La commissione Affari Costituzionali, intanto, ha scelto i relatori, che saranno Francesco Paolo Sisto (Fi) e Gennaro Migliore (Pd). Per ora, comunque, le posizioni dei partiti sembrano cristallizzate ed anche se in Commissione la minoranza dem schiera molti big (da Bersani a Rosy Bindi, da Cuperlo a D'Attorre fino a Barbara Pollastrini) è molto probabile che la resa dei conti ci sarà nell'Aula di Montecitorio. «Speriamo che questi giorni portino consiglio...» risponde Pier Luigi Bersani a chi gli chiede un commento sulle divisioni nel Pd. Come si chiuderà la partita? Difficile immaginarlo. A sostenere l'Italicum sono solo i partiti della maggioranza. Ncd lo fa con una buona dose di critiche mentre nel Pd c'è chi sicuramente voterà contro, come Pippo Civati: «Ho già detto che non darò il mio voto alla legge elettorale e spero che, per coerenza, lo facciano anche altri...». Danilo Toninelli fa sapere che i 5 Stelle «dialogheranno con tutti» per migliorare la legge ed evitare «il piano renziano di deriva autoritaria» mentre Fancesco Paolo Sisto è possibilista ma ricorda che «nessun testo è blindato» e fa sapere che Forza Italia «valuterà volta per volta, emendamento per emenda,mento, articolo per articolo ». ©RIPRODUZIONE RISERVATA