«Il residence è abusivo, va demolito»

Nell'indagine compare per il momento solo il suo nome, ma Vincenzo Caruana, l'imprenditore che ha relizzato l'intervento di via Grignani, dove una palestra è stata trasformata in residence, non ci sta. Si è rivolto all'avvocato Antonio Rossi di Voghera e alla fine di marzo ha presentato una denuncia in procura. «Siamo in possesso di tutte le autorizzazioni relative alla Scia – spiega il legale –. Se quei documenti sono falsi va trovato il responsabile, ma il mio assistito non può pagare per colpe non commesse». Falsi risultano essere i timbri presenti sui documenti allegati alla dichiarazione di inizio attività. Documenti che in effettiin Comune non esistono. O meglio, i numeri degli atti ci sono ma corrispondono ad altre pratiche. E contraffatta è pure la firma, in apparenza di Vincenzo Caruana, sulla richiesta di sospensione della Scia che è stata presentata qualche settimana dopo la denuncia di inizio attività. «Noi siamo stati seguiti da un geometra – dice l'avvocato Rossi –. Ora la procura accerti cosa è successo davvero». E sull'ordinanza di demolizione il legale precisa: «Abbiamo presentato a nostra volta una richiesta di sanatoria. Tenuto anche conto della situazione, che va chiarita, l'ordinanza è quindi sospesa».di Maria Fiore wPAVIA «Il residence è di nuovissima costruzione, in posizione strategica e dispone di 9 appartamenti ben arredati, in affitto per brevi e lunghi periodi». Era stata proprio questa pubblicità a spingere la polizia locale a un controllo. Il sopralluogo dei vigili, a maggio 2014, aveva fatto emergere alcune anomalie nella documentazione urbanistica della palestra trasformata in residence. La pubblicità è ancora visibile su internet, ma i monolocali di via Gragnani, nel quartiere di Pavia Ovest, sono vuoti. Sul progetto, che secondo un'indagine della procura sarebbe stato realizzato attraverso documenti falsi, pende infatti un'ordinanza di demolizione degli uffici comunali. Un'ordinanza sospesa attualmente dalla richiesta di sanatoria presentata dall'imprenditore Vincenzo Caruana, che ha realizzato l'intervento e che risulta essere l'unico indagato nell'inchiesta, almeno per il momento. Lo stesso imprenditore, infatti, sostiene di essere una vittima, in questa vicenda. E per questo, attraverso il suo avvocato, il legale Antonio Rossi, ha presentato una denuncia in procura, chiedendo di accertare l'autore della falsificazione dei documenti che gli hanno permesso «in buona fede» di portare a termine il cambio di destinazione dell'immobile di via Gragnani. «Il mio assistito ha fatto i lavori convinto di essere in regola, visto che aveva tutte le autorizzazioni del caso – spiega l'avvocato –. Se i documenti sono stati falsificati è la procura che deve risalire ai responsabili». La denuncia dell'imprenditore viene presentata pochi giorni fa, il 27 marzo. Lo stesso giorno il sostituto procuratore Ilaria Perinu dispone il sequestro della pratica negli uffici del Comune. Ma sulla vicenda c'era già una comunicazione degli stessi uffici dell'urbanistica, inviata in procura a dicembre e protocollata il 13 gennaio. Al centro della duplice segnalazione c'è lo stesso argomento: i documenti che accompagnano la pratica edilizia sono irregolari. Le anomalie riguardano, in primo luogo, le autorizzazioni che accompagnano il progetto, avviato nel 2011 con una "Scia", cioè una segnalazione certificata di inizio attività. La prima stranezza è sull'autorizzazione paesaggistica allegata alla pratica: sul documento c'è un timbro simile a quello in uso negli uffici comunali, ma il documento in Comune non esiste. Anomalie anche sull'attestato di certificazione energetica e sul parere della commissione paesaggio. Falsa sembra essere pure la comunicazione di ultimazione dei lavori, a novembre 2012, e il parere della Soprintendenza: l'atto, che sembra arrivare dall'ente di tutela dei beni architettonici, non riguarda la pratica dell'imprenditore ma un altro intervento. Chi ha falsificato i documenti? E da dove arrivano i timbri, in tutto simili a quelli degli uffici urbanistici, usati per gli atti? Le indagini della procura sono appena all'inizio. E si stanno concentrando anche su un altro documento: la richiesta di sospensione della Scia presentata dall'imprenditore attraverso il geometra Massimo Valdati, che è stato anche assessore comunale durante la giunta Cattaneo. Da chiarire anche il ruolo di un dipendente comunale nell'autorizzazione, di fatto, al cambio di destinazione urbanistica dell'edificio, trasformato da palestra in residence. @mariaifiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA