Pisapia: «Stiamo facendo miracoli»
MILANO Il sito di Expo sarà pronto per il primo maggio e lo sarà anche Milano. Parola del sindaco, Giuliano Pisapia, che per il lunedì di Pasqua ha voluto visitare con il commissario unico, Giuseppe Sala, il cantiere come già aveva fatto a fine anno. E non sarà la sua ultima visita prima dell'inaugurazione, assicura. Ai giornalisti dice che in cantiere «sono stati fatti grandi e importanti passi avanti», anche per Palazzo Italia, che è una delle strutture più in ritardo. Già dal primo maggio «ci sarà la possibilità di visitare i suoi spazi espositivi» quindi se qualcosa sarà da completare non riguarderà le zone aperte ai visitatori. «Saranno sei mesi entusiasmanti per la città e noi saremo pronti» aggiunge rivendicando di aver portato l'acqua nella Darsena dopo vent'anni di degrado, e spiegando che è vicino l'accordo fra i sindacati e l'azienda dei trasporti Atm, e anche l'intesa del Comune con i vigili. Non è questa l'unica cosa che Pisapia rivendica. Due giorni fa , dice il sindaco, il premier Matteo Renzi ha detto che è «un miracolo» fare l ' esposizione «per come abbiamo trovato la situazione». Ma, secondo Pisapia, gli sforzi per l'esposizione universale sono iniziati anche prima del febbraio dell'anno scorso quando Renzi è diventato presidente del Consiglio. «È importante ricordare - osserva - che siamo partiti con tre anni di ritardo non certo per colpa di questa amministrazione. Partendo con tre anni di ritardo la mia amministrazione con le altre istituzioni sta facendo un miracolo». Secondo il commissario Sala, un risultato da rivendicare è il fatto che Expo costerà meno del budget previsto. «Extra costi ci saranno solo sulla parte dell'Italia - spiega il commissario - perché rispetto al budget assegnato chiuderemo con un investimento inferiore»: 300 milioni in meno tolti un paio d'anni fa per alleggerire i costi e i 60 milioni che la Camera di Commercio non verserà. Anche i costi in più del padiglione Italia (il preventivo iniziale era di una sessantina di milioni ora arrivati a 92) saranno coperti da «nuovi ricavi» ovvero sponsor. E le richieste di aumenti fatte per altri lavori non preoccupano più di tanto il commissario perché sono state calcolate nel bilancio. Si sta lavorando a una transazione dove a dire l'ultima parola dovranno essere l'Anticorruzione e l'avvocatura dello Stato e Sala, che oggi vedrà al campo base il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone. Prima del 30 aprile ci sarà anche un'assemblea dei soci di Expo: all'ordine del giorno l'approvazione del bilancio 2014 e il rinnovo degli organi sociali. Sia Sala, in qualità di ad, che il cda sono in scadenza, ma la sua conferma sembra automatica. «Nella sostanza - conclude il commissario - l'Expo sarà un'opera pubblica che consegnerà i bilanci in pareggio se vendiamo 24 milioni di biglietti»