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(segue dalla prima pagina) considera la regolamentazione esistente uno stimolo per le imprese a rimanere piccole e suggerisce di modificarla. Non è del tutto infondato il dubbio che pensasse al fatto che alle aziende con 15 o meno dipendenti non si applicava il famoso art 18. Il viceministro dello Sviluppo Calenda afferma che le imprese con meno di 20 milioni di fatturato corrono rischi che possono minacciare il loro futuro. C'è sicuramente un problema di difficoltà delle imprese minori a esportare su molti mercati e a dedicare risorse ad attività di ricerca. Tuttavia occorre non dimenticare che esistono piccole aziende che esportano la maggior parte della loro produzione grazie alla qualità dei loro prodotti. Inoltre che sta crescendo il numero delle reti che consentono di collaborare per attività che da sole non potrebbero fare. Né va trascurato che molto spesso nelle imprese medio-piccole il rapporto con i lavoratori è di grande collaborazione. Soprattutto occorre non dimenticare che raramente imprese innovative nascono con grandi dimensioni. Silicon Valley è piena di casi di successo nati in un garage. Questo non vuol certamente dire che i problemi per le piccole e medie imprese non esistano. Uno dei maggiori è sicuramente quello del ricorso al credito bancario come quasi unica fonte di finanziamento salvo il reinvestimento dei profitti che spesso, particolarmente in fasi recessive, non sono elevati. In un periodo in cui le banche sono tenute dalle nuove regole, nate per evitare il ripetersi delle crisi, ad essere molto più caute nelle erogazioni di credito, la questione si è fatta delicata. Tanto più se si considera che la tendenza è verso una riduzione delle banche locali che concedono credito su quella fiducia che nasce dalla conoscenza diretta. Per cercare di ridurre il credito bancario sono stati inventati i minibond e il governo italiano opportunamente ha concesso agevolazioni fiscali agli stessi, ma sono appena agli inizi. Il problema è principalmente di natura culturale. Troppi imprenditori vogliono fare tutto da soli e non crescono per non perdere lo scettro di un regno assoluto. Una larga parte sono stati travolti dalla crisi e forse molti dei sopravvissuti hanno appreso la lezione. Soprattutto quelli che vogliono far nascere nuove imprese hanno bisogno di tecnologie che richiedono forme di collaborazione a tutti i livelli. A ben guardare il vero perno della nostra industria sono le imprese medio-piccole. Per farle crescere meglio e di più occorre abbattere una serie di ostacoli, dalla burocrazia alla "ingiustizia civile", che ne hanno rallentato lo sviluppo. Franco A. Grassini