Buoni spesa ridotti e in ritardo a Pasqua niente aiuti ai poveri
VOGHERA Pasqua senza aiuti del Comune per 647 famiglie povere vogheresi. I buoni spesa, che consentono di acquistare generi alimentari di prima necessità in una serie di negozi convenzionati (da quest'anno situati unicamente in città, esclusi dal paniere i centri commerciali della periferia) verranno erogati soltanto dopo le feste. Con disagi, e inevitabili malumori di chi sperava di poter allestire il pranzo pasquale proprio grazie alle sovvenzioni pubbliche e invece dovrà arrangiarsi in altro modo. Il ritardo, rispetto al 2014 (quando i contributi arrivarono regolarmente prima di Pasqua), è dovuto «al fatto che l'applicazione del nuovo regolamento Isee – spiega l'assessore ai servizi sociali – ha creato notevoli problemi con il patronato Caaf nel rilascio delle attestazioni. Proprio per questo motivo, e per consentire a tutti i cittadini di usufruire dell'importante servizio, ho prolungato il termine per la presentazione delle domande relative a buoni spesa, affitti e bollette utenze di un mese, fino al 10 marzo». Quanto al taglio al budget, «la giunta ha optato per l'ipotesi minima». La sforbiciata di 19.410 euro, che riduce la spesa comunale da 316mila a 297mila euro, comporta una riduzione di 30 euro al semestre del contributo destinato a ogni utente (sarebbero stati 120 in quella peggiore scartata dall'esecutivo). L'ammontare è fissato in base al numero di componenti del nucleo familiare: un single percepisce l'equivalente di 390 euro al semestre (in precedenza erano 420), a famiglie di cinque persone vanno 630 euro, di sei e oltre 720. L'intervento sulla spesa è legato alla questione dei tre milioni di euro del Fondo di solidarietà che il Comune deve risparmiare: la fetta dei servizi sociali ammonta a 800 mila euro. (r.lo.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA