Fattura elettronica, ora è realtà

di Andrea Di Stefano wROMA «Un cambiamento epocale». Il premier Renzi è fermamente convinto che il sistema di fatturazione elettronica obbligatoria verso la Pubblica Amministrazione «porterà grandi risparmi di tempo e denaro non solo per lo Stato (e parliamo di circa 1,5 miliardi di euro l'anno), ma anche per le aziende che lavorano con la Pa». A giugno, ricorda Renzi, «nella prima fase della sperimentazione, erano già stati coinvolti 9000 enti della PA centrale». «Significa un rapporto più semplice e più trasparente, con il controllo della spesa da parte dello Stato e con la certezza dei tempi di pagamento per le aziende - conclude il premier - questo è un pezzo fondamentale della riforma della PA, che la rende più moderna, più efficiente, più vicina alle esigenze del cittadino e delle imprese». Formalmente l'obbligo di fatturare in modalità elettronica a tutte le Pa del nostro Paese non significa solo allegare una qualsiasi file-fattura a una email o a una Pec, invece che spedirla. Significa per i fornitori della Pa, produrre un file in formato elettronico strutturato, firmato digitalmente, da conservare a norma in elettronico obbligatoriamente per 10 anni, mentre per le Pa, ricevere un XML firmato da integrare nei sistemi contabili e gestirne l'archiviazione a norma per 10 anni. La fattura elettronica «potrebbe inaugurare un periodo di innovazione digitale pervasiva nelle relazioni di business e nei processi interni» osserva Paolo Catti, Responsabile della Ricerca dell'Osservatorio del Politecnico di Milano sulla fatturazione elettronica. Non mancano le polemiche che si possono ascrivere a tre categoria: chi segnala i costi aggiuntivi che incidono sulle imprese, l'incremento di burocrazia e i ritardi nell'applicazione del progetto. Dopo le operazioni iniziate il 6 giugno del 2014 con la Pa centrale, che ha coinvolto 9.050 organismi, da ieri tocca ad altri 12.250 enti locali, per un totale complessivo, tra le due tornate, di 21.500 enti pubblici coinvolti e 46.076 uffici. Ad oggi, rileva l'Osservatorio del Polimi, sono circa 2,2 milioni le fatture elettroniche già veicolate dal Sistema di Interscambio, ma si stima che a regime, saranno circa 50 milioni quelle scambiate tra la Pubblica Amministrazione e i suoi circa 100 mila fornitori abituali a cui aggiungono 1,8 milioni di fornitori occasionali, per un valore complessivo dell'acquistato pari a 135 miliardi di euro ogni anno. L'Osservatorio del Polimi calcola che la fatturazione elettronica consente alla Pa un risparmio di circa 17 euro per ogni fattura ricevuta. ©RIPRODUZIONE RISERVATA