Bulgaria-Italia? No, è Juve contro Conte
di Valentino Beccari Ai tempi della guerra fredda la Bulgaria era un crocevia dello spionaggio internazionale, e Sofia un palcoscenico calcato da doppiogiochisti e faccendieri. I tempi sono cambiati ma la sfida di stasera (ore 20,45) con la Bulgaria assume i contorni della spy-story. Soprattutto per il brutto infortunio occorso a Claudio Marchisio che durante la rifinitura del mattino, prima della partenza per Sofia, correndo sul manto vellutato di Coverciano si è rotto il ginocchio. Il comunicato del medico della Nazionale Enrico Castellacci sembra un bollettino di guerra: «Lesione subtotale del legamento crociato anteriore destro». Per il giocatore si profila un intervento chirurgico e un lungo stop di sei, otto mesi. Stagione finita, niente Nazionale e niente quarto di finale di Champions contro il Monaco. Il giocatore, rientrato immediatamente a Torino deciderà nelle prossime ore dove effettuare l'operazione. Un crac che oltre a privare la Nazionale e la Juve di un giocatore fondamentale alimenta una battaglia diplomatica e di palazzo che coinvolge il Lingotto, via Allegri e la rete, dove i tifosi juventini scatenano una crociata contro Antonio Conte. Già, proprio l'ex allenatore della Juve viene individuato come il principale responsabile dell'infortunio: «Conte sta facendo ancora danni alla Juve, aveva ragione Allegri a non voler concedere i giocatori alla Nazionale», si legge sui siti ufficiali dei sostenitori. Ma anche John Elkann, che non è esattamente un anonimo frequentatore della curva, non risparmia una critica nemmeno troppo velata al suo ex dipendente: «Non capisco perché in Nazionale lavorino così tanto». È bufera. Anche perché la Juve è costretta ad affrontare la sfida di Champions senza Pogba e Marchisio e con Andrea Pirlo reduce da un lungo stop. L'azzurro diventa più grigio del cielo di Vinovo in questa primavera ancora inesplosa agli occhi di Allegri, Agnelli e Marotta. E sicuramente martedì prossimo allo "Juventus Stadium" per l'amichevole con l'Inghilterra Conte non verrà certo accolto come «uno di noi», anzi. Perché il rapporto tra il ct e la Vecchia Signora si è incrinato dopo il burrascoso divorzio estivo e le mosse di Conte da padrone di casa della Nazionale non hanno riavvicinato le parti. Nell'autunno scorso la prima pietra polemica con Chiellini tenuto in ritiro nonostante un acciacco, poi il botta e risposta sull'opportunità degli stage, la chiamata di Barzagli appena uscito dal lungo infortunio e infine il brusco stop di Marchisio che sembra quasi un intervento in tackle al limite del regolamento, di quelli che caratterizzavano la prima vita da mediano di Antonio Conte. E alle polemiche il ct risponde a modo suo, mettendoci la faccia. «John Elkann chiede perché in Nazionale si lavora tanto? Alla Juve questa domanda non me la faceva. Mi dà fastidio chi cerca di mettermi il passato contro», afferma seccato il tecnico azzurro. Ma oggi c'è da affrontare la Bulgaria che non è la prima della classe ma a Sofia e dintorni non abbiamo mai vinto. Inoltre il forfait di Marchisio, al quale si aggiungono quelli del difensore Pasqual e del centrocampista Florenzi obbligano l'ammiraglio Conte a ridisegnare il centrocampo con l'impiego di Bertolacci al posto dello juventino e di Antonelli come esterno sinistro del 3-5-2 al posto del viola. Una vittoria ci permetterebbe di mettere in cassaforte la qualificazione ma la Bulgaria si gioca il tutto per tutto. Certo è che il sottosuolo bulgaro tutto sembra tranne che un giacimento inesauribile di preziosi calcistici e l'ultima gemma estratta da quelle parti è l'ex Pallone d'oro Hristo Stoichkov. Una crisi di vocazione che ha costretto il selezionatore bulgaro a richiamare Valeri Bojinov che mancava in nazionale da due anni e che gioca a Terni in serie B. ©RIPRODUZIONE RISERVATA