«Alan brucia rifiuti e non lo sapevamo»

Visto il bel tempo, la Provincia ha deciso di togliere anticipatamente l'obbligo di uso delle gomme invernali. Il cambio dei pneumatici potrà avvenire da martedì invece che dal 15 aprile come previsto. Tutto ciò fatta eccezione delle zone montane dell'Oltrepo dove si dovrà aspettare per il cambio gomme fino a metà aprile. Si tratta delle provinciali del Brallo-Menconico-Collegio, Casa Matti-Casa Piazza, Brallo- Casanova-Passo Giovà, Serra del Monte-Cecima, Brallo-Cima Colletta-Giovà, Varzi -Castellaro -Cella-Alessandria, Braiello -Barostro-Pianostano,Monperone. Alessandria-Colletta Cecima, Molino del Conte -Pizzocorno -S. Alberto, Val di Nizza, Oramala -Varzi, Brallo, Zavattarello-Varzi, S. Cristina -Bognassi, Penice, Valtidone, Penice.ZINASCO Sull'impianto di Alan srl che tratta la frazione umida del rifiuto e la trasforma in energia elettrica le minoranze vanno all'attacco e chiedono le dimissioni di tutti gli attuali amministratori che facevano parte della precedente amministrazione Miracca. Perché di quell'impianto autorizzato nel 2011 e avviato nel 2012 si è saputo solo ora, ben tre anni dopo aver ricevuto l'ok dalla giunta guidata dall'allora sindaco Giuseppe Miracca, ora vicesindaco. La Alan si era insediata a Zinasco nel 2000 con un impianto di compostaggio, ma della nuova linea che consente di produrre un megawatt di energia elettrica dalla frazione organica del rifiuto solido urbano in paese non si sapeva nulla. E' quanto sostengono i capigruppo d'opposizione Roberto Delbò e Cristina Meloni che in Consiglio hanno attaccato duramente i vecchi amministratori per «mancanza di trasparenza e di correttezza nei confronti della cittadinanza». Che doveva sapere. E invece, sostiene Delbò, consigliere di minoranza anche nella precedente legislatura e un passato da amministratore, in tutti questi anni nessuno si immaginava «che a poche centinaia di metri da casa nostra veniva bruciato l'umido, ne siamo venuti a conoscenza per caso, quando un camionista, con un carico di rifiuti, aveva chiesto indicazioni ad un consigliere di minoranza». «Non una delibera, non un documento. Niente. E nel frattempo l'ex sindaco aveva partecipato a due conferenze dei servizi e aveva dato parere favorevole», commenta il consigliere che precisa: «Non abbiamo nulla contro la ditta che risulta essere in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie, anche quelle provinciali. Quella che poniamo è una questione di trasparenza e del dovere di informare la cittadinanza su interventi rilevanti». Da qui la decisione di richiedere le dimissioni, oltre che di Miracca, dell'assessore Ignazio Lanza e dei consiglieri Graziano Mamoli e Federico Cozzi. E di rivolgersi agli organi competenti perché le minoranze ipotizzano risvolti giudiziari, convinte di essere in presenza di omissione di atti d'ufficio. Una situazione che rischia di azzoppare l'attuale amministrazione Nascimbene ed è per questo che propongo «il loro totale appoggio ad una maggioranza ridotta». Il sindaco Massimo Nascimbene per il momento non si sbilancia, ma intanto ha chiesto all'ufficio tecnico tutta la documentazione presente in Comune. «Valuterò se le procedure seguite sono state regolari», fa sapere Nascimbene che governa il paese solo dallo scorso maggio e non faceva parte della precedente amministrazione. «Sto lavorando all'insegna della trasparenza, nel rispetto dei cittadini e delle stesse minoranze – aggiunge - ma posso rispondere dei miei atti. Di questo impianto per produrre energia elettrica non sapevo nulla, qualche mese fa ho preso parte ad una conferenza dei servizi per modifiche migliorative dell'impianto, per evitare la lavorazione di fanghi contenenti metalli nocivi. Ma non ho mai visitato la struttura». Struttura che si trova a Ca' Bianca, sulla strada che collega Zinasco a Carbonara, immersa nelle campagne dove si lavorano circa trentamila tonnellate annue di rifiuti umidi. Stefania Prato