Si fingono poveri per fare la spesa gratis
«Sicuramente qualcuno ne approfitta ». La convinzione che ci siano dei furbi è evidente anche tra coloro che frequentano l'ambiente delle persone povere. «Capita di vedere persone che chiedono il pacco alimentare – spiega un uomo – ma poi alla fine ne avranno veramente bisogno? Naturalmente a prescindere non si può accusare nessuno, tuttavia il sospetto è comprensibile se poi si allontanano a bordo di un'auto di grossa cilindrata». «Altri si presentano – aggiunge una pensionata – dicendo che non hanno un posto di lavoro e non sanno come mantenere i figli perché non hanno nulla da mangiare, però non rinunciano al pacchetto di sigarette. Non è affatto corretto perché il rischio è che l'aiuto venga poi negato a chi ha veramente bisogno della carità, ma, magari, a differenza di altri che sono più sfrontati, per dignità o per orgoglio non ha il coraggio di presentarsi per chiedere un pezzo di pane o un piatto di minestra calda». La generosità dei parrocchiani non viene comunque meno: a Natale sono stati raccolti alimenti per quasi 800 borse della spesa. «Anche se ci sono i furbetti, – conclude una donna – non rinuncio a fare della beneficenza perchè lo ritengo giusto verso il prossimo». (f.scab.)BRONI «Fare questi controlli è giustissimo – spiega Moreno Baggini, Assessore alle politiche sociali del Comune di Voghera e ex responsabile della Caritas diocesana di Tortona – Andiamo verso una situazione per cui dal Banco Alimentare arrivano sempre meno prodotti, quindi è indispensabile razionalizzare meglio le risorse ed effettuare un controllo più capillare sulle persone che fanno domanda: è essenziale, ben venga un lavoro del genere. A Voghera abbiamo già istituito un centro d'ascolto unico per tutte le parrocchie dove una persona viene a presentare tutti i documenti richiesti, noi rilasciamo un tesserino con cui la persona si reca nella parrocchia di appartenenza e non può andare in altre parrocchie. In questo modo già si evita uno spreco di risorse perché una persona non può andare a ritirare più pacchi. Il rischio era che gli alimentari finissero nel cassonetto o addirittura venissero rivenduti. Una soluzione attiva da 4-5 anni che poi dovrà essere sicuramente estesa anche alle altre realtà della Diocesi, a cominciare dalla zona di Broni – Stradella. In un'ottica di trasparenza questa soluzione del modello Isee è necessaria. A Voghera molti privati, enti, aziende agricole, stanno donando degli alimenti come frutta e verdure per i pranzi benefici di Pasqua. Il tutto sempre con un occhio di riguardo a chi ha veramente bisogno». (f.scab.)BRONI Finti poveri, persone che approfittano della situazione quando non hanno particolari necessità: la parrocchia vuole mettere un freno ai furbi . Mensilmente il Pane di Sant'Antonio, l'associazione benefica che opera presso la parrocchiale, fornisce un pacco alimentare, del valore di alcune decine di euro, a circa 180 famiglie. Ultimamente qualcuno si rivolge ai volontari nonostante non abbia necessità di una "borsa" di prodotti. Così la parrocchia, su sollecitazione del Banco Alimentare diocesano di Novi Ligure, che fornisce una parte delle derrate alimentari, ha deciso di correre ai ripari: coloro che si presentano in canonica per chiedere il pacco devono presentare oltre ad una copia del documento d'identità anche una dichiarazione sulla loro reale condizione socio – economica, tecnicamente chiamata modello Isee (Indicatore della situazione economica equivalente). Le famiglie, nella stragrande maggioranza dei casi extracomunitarie (circa l'80 per cento), si stanno mettendo in linea con questa nuova disposizione: al momento, solo metà hanno però presentato i documenti. Una situazione che riguarda pure i Servizi sociali del Comune, che hanno intensificato le verifiche coinvolgendo pure l'Agenzia delle entrate. «Abbiamo potenziato i controlli anche in collaborazione con altri enti, - spiega l'assessore alle pari opportunità Cristina Varesi - così che gli aiuti vadano a chi ha davvero bisogno, con un occhio di riguardo alle famiglie con minori». Controlli che la parrocchia ritiene importanti perché è giusto aiutare chi ha bisogno ma al contempo evitare di far sì che ne approfittino altri, lasciando magari all'asciutto i veri poveri. Ultimamente lo stesso Banco Alimentare, che recupera eccedenze e le ridistribuisce gratuitamente ad associazioni ed enti caritativi, ha ridotto il quantitativo di merce disponibile, così la parrocchia ha deciso di integrare questi aiuti provvedendo all'acquisto di prodotti di prima necessità, come pasta, olio, sugo, zucchero, latte e biscotti. Ci si affida alla generosità dei parrocchiani sia tramite offerte in denaro (durante determinate funzioni dell'anno liturgico i soldi raccolti sono destinati al Pane di Sant'Antonio) che con il dono di alimenti, come accaduto durante le scorse festività natalizie con il "Carro della bontà". La presentazione del modello Isee è un primo passo verso una maggior trasparenza. «Facciamo ciò che è nelle nostre capacità», taglia corto il parroco don Mario Bonati, che si avvale della preziosa collaborazione di volontari nella gestione di questa complessa macchina degli aiuti e, in pieno spirito cristiano, non nega una mano a nessuno. La distribuzione degli alimenti avviene secondo un calendario prestabilito, che viene esposto all'esterno della canonica. Franco Scabrosetti