Il campione che vuol diventare leggenda
di Andrea Gabbi C'è un pilota che punta alla leggenda, un altro che non vuole finire nel dimenticatoio. C'è un team che funziona come un orologio svizzero (pardon, giapponese) e c'è pure una moto quasi perfetta. La Honda è la squadra da battere, il punto di riferimento primario per tutto il Circus. Si chiama Rc213v, ma al di là della sigla stile missione della Nasa siamo di fronte a una motocicletta stupenda. La presentazione è avvenuta sulla spiaggia di Bali, in Indonesia: un messaggio chiaro per una marca che punta ad allargare ancora di più il suo raggio d'azione nei mercati emergenti. L'estetica è quella classica. Nessuno stravolgimento alla livrea che ha dominato il campionato edizione 2014. Repsol come sponsor principale, Red Bull come partner di primo piano. La Honda ufficiale resta una delle moto più affascinanti del Motomondiale. A livello tecnico invece c'è stato un ulteriore sviluppo della ciclistica che ha reso ancora più maneggevole la guida. Un mezzo tecnicamente ineccepibile che punta dritto a un nuovo capitolo fatto di successi e titoli iridati. Chiaramente però l'attenzione di tutti è rivolta al fenomeno Marc Marquez. Il pilota spagnolo dopo il doppio titolo iridato (2013-2014) è diventato il numero uno assoluto delle due ruote. È lui l'uomo da battere, quello che detterà i tempi in griglia. Già, perché le indicazioni uscite dai primi test stagionali lo vedono ancora nel ruolo di favorito numero uno. Ha un nuovo obiettivo, ovvero quello di raggiungere i grandi bruciando ogni tappa in termini di età. I dati dello scorso campionato sono stati impressionanti. Ha vinto senza nemmeno sporcarsi le mani. In 18 Gran premi è riuscito a conquistare 13 vittorie (in totale 14 podi), 13 pole position e un bottino complessivo di 362 punti. Un mostro di regolarità che solo nel finale ha tirato i remi in barca e si è goduto il paesaggio. Al fianco di Marquez l'eterno incompiuto Daniel Pedrosa. Sempre dietro al compagno di squadra, sempre ad annusare gli scarichi di una moto identica alla sua. Per l'ennesima volta dovrà dimostrare di valere un posto in sella alla miglior moto del Circus, magari insidiando quella leadership che è saldamente nelle mani di Marquez. Dovrà farlo con il massimo dell'impegno, anche perché alle sue spalle c'è un'ombra inquietante rappresentata a Casey Stoner. Dopo essersi ritirato dall'attività agonistica, il pilota australiano ha accettato di collaborare con la Honda come tester. Il suo lavoro sarà fondamentale per verificare l'assetto e il feeling della moto con le gomme del futuro, le Michelin. Il problema per Pedrosa è a livello tecnico: la guida di Stoner infatti va in parallelo con quella di Marquez, meno con la sua. E poi non è da escludere un ritorno in pompa magna in griglia dell'uomo che è riuscito a portare la Ducati sul tetto del mondo nel 2007 prima di passare (e vincere) in sella alla Honda. ©RIPRODUZIONE RISERVATA