A tre anni cerca il tablet genitori vanno a lezione
La legge in materia di telecomunicazioni è chiara. Ci si può intestare un proprio numero telefonico legato a un cellulare solo se è in possesso di un documento d'identità e di un proprio codice fiscale. Entrambi i documenti vengono rilasciati se si è quindicenni. Secondo la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale l'uso dei cellulari l'abuso di strumenti tecnologici tra i piccoli può comportare seri problemi psicologici. Per questo i pediatri consigliano, in una nota, di vietare l'utilizzo dei telefonini prima dell'età di 10 anni.GARLASCO Il tablet e lo smartphone meglio dei giochi: bambini di tre anni che usano gli strumenti dei grandi. Ma come? e con quali rischi? A Garlasco se ne parla e si corre ai ripari. Si terrà, infatti, domani sera a Garlasco il terzo incontro di formazione organizzato dall'asilo nido e rivolto ai genitori dei più piccoli: tema centrale della serata, alle ore 21 presso la sala Avis, sarà la socializzazione e i mezzi di comunicazione nei bambini tra 0 e 6 anni. A partecipare come relatrice Silvia Vallé, laureata in Comunicazione Professionale Multimediale che prenderà in considerazione problematiche sempre più diffuse come l'utilizzo di smartphone e tablet sin dalla più tenera età dei bambini cosiddetti ‘nativi digitali'. «Io ho due bambini, una frequenta il secondo anno della scuola materna, e l'altro l'ultimo del nido – racconta Elena Algieri, membro del gruppo ‘Simpatizzanti Asilo Nido Comunale di Garlasco' su Facebook – la più grande è più abituata alla tv, ma il piccolo non ne vuole sapere, chiede solo l'iPad, in particolare youtube. Il touch screen chi gliel'ha insegnato? Da soli riescono a capire subito cosa devono fare, anche per aprire o chiudere un'applicazione, non sanno leggere, ma la tecnologia è completamente intuitiva e riescono a fare tutto senza alcun problema». Da un lato dunque il mondo degli adulti ormai completamente succube di WhatsApp, Facebook e Instagram, dall'altro il mondo dei bambini, che si orientano senza più bisogno di guide tra le app e i video. Dalle scuole le insegnanti garantiscono che i genitori non danno ai figli i cellulari fino alla quinta elementare: «Assolutamente no », dichiarano dalla scuola materna di via San Zeno. «Diciamo che qualcuno ci prova, ma finora non abbiamo ancora avuto problemi» spiega più cautamente, dalle primarie, la responsabile di plesso Rita Motta – si crede che i bambini siano molto intelligenti perché sanno usare i tasti fin da quando hanno pochi mesi, ma in realtà diventano sempre più incapaci di interagire, dialogare ed essere autonomi". "Certo da un lato questi dispositivi fungono anche per l'autoapprendimento, come lingua inglese, colori, gioco del memory – prosegue mamma Elena – però purtroppo non si gioca più tanto con i giochi reali o i semplici fogli. Le stesse maestre utilizzano WhatsApp per mandare a noi mamme le foto dei bambini, quindi per loro è normale chiederci di fargli vedere le foto scattate all'asilo dalla maestra». Silvia Vallè, relatrice della serata punta tutto sull'educazione ai nuovi media da dare in primis ai genitori: «Nella serata di domani partiremo da una base di comunicazione per vedere quali sono i principali media che oggi producono contenuti esclusivi per i piccolissimi e cioè televisione ed internet Oggi i mezzi digitali sono alla portata di tutti e meno male, altrimenti i bambini non sarebbero al passo con i tempi, ma il pericolo è che si perda la distinzione tra reale e virtuale, mancano sempre più elementi tipici dell'infanzia come il gioco, il movimento all'aria aperta o anche la stessa ‘noia' che spingeva le generazioni precedenti alla creatività. Gli stessi genitori trovano nella tecnologia un modo semplice per intrattenere i bambini e non sanno più raccontare una storia o farli divertire senza ricorrere alla tecnologia». Maria Pia Beltran