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VOGHERA Dopo tre anni la vittoria di Gigi Fronti n Ho avuto la fortuna di conoscere Gigi Fronti, non solo in ambito politico. A breve oramai sono tre anni che è mancato; personaggio goliardico, spensierato, semplice. Quel che più manca di Gigi, a parte il turpiloquio, è la grande passione che aveva per la politica; passione trasmessa non solo a me ma a tante altre persone; tutti ricordano la semplicità con la quale risolveva i problemi di chiunque: una telefonata! Anche se i suoi "amici" non reputavano e non reputano, devo dire che Gigi aveva una lungimiranza politica non da poco; inventore delle famose "ronde" che fecero scalpore ai tempi di Napolitano ministro degli Interni, personaggio di spicco nella Lega Nord, aveva previsto prima della sua scomparsa quanto si sta delineando nella sua Voghera, ovvero la fine dei giochi. Assistiamo diceva, ad un lento degrado dei partiti che governano la città, logiche poltronistiche e personalismi dettano legge; personaggi che entrano ed escono dal movimento come se fosse un bar; balletti, litigi ( premeditati ) presentati all'opinione pubblica come accadimenti di interesse quotidiano, il tutto per occultare quanto già in precedenza deciso ma che porterà alla vanificazione dei dieci anni e oltre di lavoro svolto per Voghera. Credo avesse ragione. I pochi anni di mia frequentazione politica all'interno della Lega, mi hanno dato la possibilità di capire che tutto si sta avverando; assistiamo impotenti "al nuovo che avanza", ciò per dire che in tutte le sedi abbiamo le solite facce che si spostano da una poltrona all'altra. Tutti su un carro a mio avviso destinato a una brusca fermata poiché i risultati delle recenti elezioni europee hanno premiato un solo personaggio nel Pavese, non di certo il Movimento, così come dimostrato a Pavia per le amministrative. Questa però, è una lettura forse un po' pessimistica per coloro che ci rappresentano oggi, ma reputo sia la realtà. Avevi ragione Gigi: «Cui chi.. i' en una banda ad lüc».Sei sempre nel mio cuore, ciao Gigi. Paolo Foresta Voghera SANITÀ Un modello insuperato per la Medicina n L'intervista fatta al dott. Magnani, primario medico a Voghera, offre l'occasione per qualche considerazione sullo stato attuale della Sanità. A tale scopo ricordo con nostalgia la Clinica Medica di Introzzi degli anni '60 e il suo modello operativo. Le varie patologie internistiche si concentravano in uno stesso Istituto, in grado di dare risposte adeguate, perché vi operavano medici esperti nelle varie branche della Medicina Interna, che si confrontavano tra loro quotidianamente, confortati dall'impostazione dell'Istituto che consentiva di espletare indagini diagnostiche in loco. Testimonianza di questa valutazione onnicomprensiva del paziente è stato il Trattato di Medicina Interna, vera e propria bibbia internistica di quei tempi a livello nazionale, trattato peraltro scritto da tutti i medici dell'Istituto, coordinati dal direttore. Col pensionamento di Introzzi, e forse anche per lo scorrere dei tempi, le funzioni operative così contemplate si sono spezzettate in tanti rivoli specialistici che hanno di fatto rivoluzionato col tempo l'approccio clinico al paziente. Anche perché la tecnologia ha fatto passi da gigante, consentendo agli specialisti di approfondire sempre di più la propria materia. Però questo spezzettamento specialistico ha bisogno di una sintesi, per cui si assiste al paradosso di dover tornare in qualche modo indietro, riconoscendo all'internista una funzione di regia, come dice Magnani. Una regia atta a modulare le varie terapie applicate sul paziente da più specialisti. Questa esigenza è tanto più sentita, in quanto l'allungamento della vita ha portato il paziente a caricarsi di patologie croniche, da contenere in un equilibrio polifarmacologico spesso precario per i prevedibili effetti collaterali iatrogeni. Il momento più delicato, per questo tipo di pazienti, è quello della dimissione dopo un evento clinico acuto. Molti saranno seguiti al proprio domicilio dal curante, molti altri dovranno necessariamente appoggiarsi ad un Istituto che affronti la base post-acuta, facendo leva su una componente medica esperta, per la prosecuzione della fase riabilitativa. É il compito dell'ospedale geriatrico, quello di ampliare i propri spazi operativi, consentendo di ottimizzare il regime terapeutico delle polipatologie, grazie all'azione di internisti a tutto campo, in grado di confrontarsi di volta in volta con gli specialisti. Verrebbe voglia di dire che ci si dovrebbe, per paradosso, rifare al modello della Clinica Medica di 60 e più anni fa. Tenendo conto, ovviamente, dei progressi culturali e tecnologici attuali. Paolo Bottoni Pavia CORRUZIONE Malapianta d'Italia secondo Leopardi n "Sempre cara mi è questa poltrona immeritata, che esclude il guardo verso il rispetto del volgo lavoratore onesto, che mi paga suo malgrado indecorosa pigione e ingiusti privilegi..." Potremmo andare avanti parafrasando Giacomo Leopardi e continuando impotenti ad assistere ogni giorno al più vile scempio dei diritti, dell'onestà, dell'etica e della morale a scapito ovviamente nostro, senza riuscire , sommersi dalle valanghe di scandali e ruberie, a capirci più nulla del nulla . La nostra classe dirigente ci sta riducendo ad una massa di impotenti sudditi senza midollo e senza coraggio , impegnati a sbarcare il lunario onestamente mentre a scadenze periodiche ci tolgono i diritti che abbiamo acquisito negli anni; diritti intoccabili invece quelli della casta. Casta di impotenti e incapaci a raddrizzare la barca che affonda, nemmeno a votare una degna legge anti corruzione , pronti a votare la responsabilità dei giudici ma non la propria. " ...Così tra quest'immensità di stipendi privilegi e prebende , s'annega il pensier mio; e m'è dolce veder naufragare l'Italia mentre noi abbiamo la pancia indegnamente piena..." Fulvio Temporin Verrua Po POLICLINICO Vado in pensione e saluto i colleghi n É giunto finalmente anche per me il momento di andare in pensione, dopo tanti anni di lavoro presso il Policlinico. Ringrazio tutto il personale medico ed infermieristico, il quale, oltre ad aiutare me nel momento del bisogno personale, grazie alla sua disponibilità, mi ha consentito di aiutare altre persone. Un saluto a tutti i colleghi, con i quali si siano reciprocamente sopportati, e un particolare ringraziamento al dott. Rinaldo De Conti Rinaldo del Servizio sicurezza patrimoniale al quale devo molto. A tutti l'augurio di un buonissimo proseguimento. Wilma Piera Biggi Voghera IL RICORDO I più fragili perdono uno dei loro paladini n Ricordando la prematura scomparsa di Antonio Vivaldi non so se riuscirò ad evitare la "retorica di circostanza" ma col cuore e con semplicità adesso sento di scrivere che Pavia - con tutta la sua gente più onesta, fragile o indifesa - perde un pilastro e riferimento storico, unico, inimitabile; un indomito quanto saggio paladino del diritto, un moderno crociato del "socialmente corretto". L'Anmic - con tutti i suoi bravi operatori - perde un leader che rimane modello da seguire per chiunque verrà dopo di lui. Il sottoscritto, molto più umilmente, perde un amico tra i più cari, che ha saputo elargirgli consigli, incoraggiamenti come pochi altri. Ciao, caro Antonio , fai buon viaggio e alfine riposa in pace tra gli Angeli e le braccia del Signore! Ci rivedremo un giorno Lassù e saremo ancora amici , ci vorremo ancora bene e ci diremo tutte le cose che non abbiamo fatto in tempo a raccontarci. Luigi Di Lauro