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SANNAZZARO Disagio e tensione nella nostra scuola nGentile direttore, affido a queste colonne alcune considerazioni in merito a quando sta accadendo all'I.C. Montanari di Sannazzaro de' Burgondi. Da alcuni mesi, ormai, questa scuola vive un clima di forte disagio e tensione che si è manifestato dapprima con le dimissioni di 42 persone tra docenti e personale Ata dai rispettivi incarichi organizzativi, successivamente con l'apertura di una vertenza, dopo ancora con l'audizione dei docenti presso il Provveditore agli Studi. Di questi giorni, infine, la notizia che almeno 30 docenti hanno chiesto di essere trasferiti ad altra sede. È evidente, dunque, che l'auspicata possibilità di riconciliazione tra le parti non abbia avuto buon esito e che il rapporto di fiducia tra Dirigente e Docenti e nel rispettivo operato sia fortemente incrinato. Tenendo conto del fatto che questi docenti sono da anni punto di riferimento per le famiglie, godono da parte delle stesse di grande stima ed hanno garantito il buon funzionamento dell'Istituto Comprensivo anche in periodi di difficile transizione (per alcuni anni infatti la scuola ha vissuto l'avvicendarsi di reggenze dirigenziali) esprimo una fortissima preoccupazione per le conseguenze che questa scelta, sicuramente sofferta, potrebbe avere per la nostra scuola. Non posso e non voglio, in questa sede, entrare nel merito delle rispettive competenze in merito alla gestione della scuola e dell'attività formativa, ma ritengo doveroso attivarmi con gli organi competenti per facilitare la ricerca della strada che riconduca questo Istituto Comprensivo, fiore all'occhiello di una realtà che coinvolge cinque comuni ed una popolazione di diecimila abitanti, ad essere punto di riferimento ma soprattutto perchè, per dirla con la parole di Jacques Lévine " Un alunno felice è un alunno, che trova un senso in ciò che fa a scuola" . E questo vale anche e soprattutto per un insegnante. Graziella Invernizzi assessore all'Istruzione, Sannazzaro de' Burgondi SAN MARTINO "Non preoccupatevi" non è una risposta nSiamo un gruppo di cittadini di San Martino che giovedì 12 marzo si sono recati in un bar di Bivio Cava per un incontro con l'amministrazione comunale su temi importanti come il Pgt e il bilancio 2015. Bene, ci siamo detti, finalmente anche il cittadino potrà dire la propria e construire insieme il bene comune, come una vera democrazione partecipativa. Poi la cruda realtà. Ci siamo trovati di fronte gli amministratori che con un pacchetto preconfezionato hanno snocciolato dati e interventi di cui bisognava solo prendere atto. Non solo, quando uno di noi ha chiesto chi avrebbe gestito la nuova farmacia, la risposta di un assessore è stata di non preoccuparci. Ora, noi possiamo anche "non preoccuparci", ma quando si fanno questi incontri non devono essere passerelle demagogiche, perchè il cittadino elettore, che paga le tasse, ha il diritto di fare domande e soprattutto avere delle risposte. I cittadini "che non devono preoccuparsi" pagano anche lo stipendio del sindaco e della giunta, quindi una risposta forse la meritavano. Quella dell'assessore dimostra l'arroganza di chi, vinte le elezioni, si sente legittimato a comandare e non ad amministrare. Giovanni, Calcante, Mario Cei, Marinella De Paoli, Carla Orsolini, Angela De Palma, Elisa Senese, Giovanna Ferrari, Stefano Daledo, Giancarla Tacconi, Loredana Chirales, Iacub Ion, Roberto Berni, Antonella Berni, Mariella Corona San Martino Siccomario AGRICOLTURA Tanti fanghi e tanti furbetti nVorrei rispondere al professor Daniele Scevola, la cui lettera è stata pubblicata sulla Provincia pavese del 18 marzo. Egregio professore, lavoro da una decina di anni per un'azienda che spande fanghi in provincia di Pavia e, non ci crederà, ma sono pienamente d'accordo con lei sul rischio e sugli effetti che lo spandimento dei fanghi può provocare sull'agricoltura e sull'ambiente. Occorre però evitare di fare di tutte le erbe un fascio. Esiste un modo previsto dalla legge per spandere i fanghi, che tiene conto delle quantità di sostanze fertilizzanti presenti e di quelle inquinanti, ma purtroppo esistono sistemi meno ortodossi che consentono di utilizzarne (qui sarebbe il caso di dire smaltirne) quanti se ne vuole, e probabilmente a questi casi lei sta facendo riferimento. L'azienda dove lavoro ha sviluppato un processo in grado di igienizzare e deodorizzare i fanghi civili e la frazione organica dei rifiuti producendo un ammendante che utilizziamo in agricoltura con risultati molto buoni dal punto di vista agronomico ma soprattutto anche dal punto di vista della biodiversità. Questo perché per avere biodiversità nel suolo, e di conseguenza nell'ambiente circostante, occorre la sostanza organica: quella buona però… Utilizziamo fanghi nella nostra azienda agricola da oltre vent'anni e la biodiversità, da stime dell'università di Pavia, è ritornata a quella dell'anno mille, e non sto esagerando. Anzi la invito a venirci a trovare per averne conferma. Purtroppo esistono diversi tipi di fanghi, ed esistono tanti furbetti, su questo concordo pienamente con Lei. Gilberto Garuti Acqua & Sole srl, Corteolona PAVIA Il ricordo di Olivelli nLunedì 9 marzo, al salone "San Francesco" di Pavia, sono stato chiamato a ricordare, a 70 anni dal suo sacrificio, Teresio Olivelli (Bellagio 1916 - Hersbruck 1945), di cui il Santo Padre, quanto prima, dichiarerà l'esercizio eroico delle virtù, con annesso titolo di "Venerabile". Attraverso le colonne di questo giornale, mi sento in dovere di ringraziare coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla buona riuscita dell'iniziativa: don Innocente Garlaschi, il parroco, che ha concesso il locale; l'Adov, l'Associazione donatori di voce, che ha organizzato la serata, in collaborazione con l'Apc, l'Associazione partigiani cristiani; Mario Natale Bossi, promotore dell'iniziativa; Zelinda Gasparini e Milena Vittorio che, con letture "olivelliane", hanno illustrato i quattro punti significativi della vita di Teresio; Mario Reali, che ha curato la parte tecnica; Barbara Pinca e Antonio Manidi, che hanno realizzato un accurato servizio video-fotografico; l'ex deportato geom. Luigi Bozzini, scomparso il 21 febbraio scorso, che avrà seguito l'incontro dall'Alto dei Cieli in compagnia di Teresio, di cui avrebbe dovuto leggere la Preghiera di beatificazione, scritta dal card. Tettamanzi, che è stata, in sua vece, letta da Francesco Schira. Un ringraziamento a tutti coloro che sono intervenuti, in particolare a Ermenegilda Olivelli (classe 1920), pro-cugina di Teresio. Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno fatto pervenire un messaggio di adesione, di cui mi limito a ricordare mons. Adriano Migliavacca, vicario generale della Diocesi di Pavia; Vittore Bocchetta di Verona, 97 anni, compagno di prigionia di Teresio; Paola Focherini di Carpi, ultima dei 7 figli di Odoardo Focherini, morto nel campo di Hersbruck; Gianni Di Peio di Roma, autore del libro "Teresio Olivelli, tra storia e santità". Emanuele Gallotti Pavia LARDIRAGO Quelle spese dell'ex sindaco nAbbiamo recentemente illustrato nel corso di una affollata assemblea pubblica la situazione finanziaria del nostro Comune, alla luce di nuovi debiti fuori bilancio di cui il vostro giornale ha doverosamente dato conto. La protervia con la quale l'ex sindaco Luigi Cella cerca di articolare una impossibile "difesa" ha però del sorprendente. Egli nemmeno si sogna di negare che durante i suoi due mandati a Lardirago centinaia di migliaia di euro di spese non siano mai state iscritte a bilancio: nel suo mondo di fantasia, la "colpa" sarebbe di chi... non se n'è accorto prima! Egli nemmeno si sogna di negare la facilità con cui andava in causa con chiunque gli stesse antipatico: sostiene anzi che siano nella norma i 180.000 euro pagati in 10 anni a un solo studio legale, quando nella realtà di una amministrazione "normale" un Comune così piccolo non arriva a spendere un centesimo di questa cifra, perché si rivolge alla Magistratura solo per questioni concrete o adempimenti di legge. Se soltanto avesse avuto della cosa pubblica la cura del proverbiale buon padre di famiglia, oggi i denari sperperati in cause futili (e puntualmente perse) avrebbero pagato un terzo del carico dei debiti ereditati in massima parte proprio dalle amministrazioni da lui condotte. Mirella Facchin sindaco di Lardirago