Il Parma è fallito: debiti per oltre 218 milioni
PARMA Dieci minuti e tutti d'accordo: il Parma Fc deve fallire. L'udienza davanti al giudice Pietro Rogato, alla presenza del procuratore Antonio Rustico e dei sostituti Paola Dal Monte e Umberto Ausiello, primi promotori dell'istanza di fallimento, non ha avuto bisogno di tempi o rinvii. Grazie alla lettera del presidente della società Giampietro Manenti, in carcere a San Vittore, con cui rinunciava a presenziare all'udienza, la strada era diventata tutta in discesa per aprire quella fase in grado di portare il Parma al termine della stagione e provare a salvarne la sua presenza in serie B. «I creditori hanno insistito con la loro richiesta di fallimento, il Procuratore della Repubblica anche. Il Collegio Sindacale che è rappresentato dalla mia persona non si è opposto alla richiesta», ha spiegato Osvaldo Riccobene, membro del collegio sindacale del Parma Fc in aula. Poi per lui incontro a Collecchio con la squadra. «Ho risposto alle loro domande, ho illustrato la posizione in cui si trova la società. C'è stata una partecipazione molto sentita - ha spiegato il dirigente - Ai giocatori ho detto che da questo momento c'è quella positività che negli ultimi mesi non c'è stata, quindi devono vedere questo come un momento positivo, un modo per ricominciare». E mentre la squadra era in campo per un'amichevole la sentenza: fallimento del Parma Fc, esercizio provvisorio e nomina di due curatori. Nel comitato dei creditori entra anche il capitano crociato Alessandro Lucarelli. Nella sentenza numeri choc. I debiti complessivi del Parma ammontano a 218.446.754,61 euro con un patrimonio netto negativo di 46.696.901 euro. Secondo le informative della Guardia di Finanza del 16 e 17 marzo il Parma Fc ha pure, scrive la sentenza, «un ingente debito sportivo stimabile in euro 74.360.912 di cui 63.039.920 nei confronti dei calciatori tesserati». Per questo motivo, conclude il giudice, «lo stato di insolvenza appare conclamato e irreversibile». Una voragine che però, dopo la sentenza, può permettere comunque alla squadra di completare il campionato. Sul presente quindi lecito essere ottimisti grazie ai cinque milioni che dovrebbero garantire la gestione del club sino a fine anno e uno sponsor pronto a riaprire il Tardini per il match con il Torino. Più complesso il futuro visto l'enorme debito sportivo. Chi potrà garantire il saldo di questa cifra per permettere, come nel caso del Bari, l'iscrizione al prossimo campionato di B? L'ipotesi di una ripartenza da un serie inferiore, leggi D, appare ancora la più probabile.