Mattarella: «Non c’è tempo da perdere»
di Maria Berlinguer wROMA «Non abbiamo molto tempo per affrontare la minaccia terroristica, l'Italia è pronta a fare la sua parte». Così Sergio Mattarella nella sua prima intervista, concessa alla Cnn, all'indomani dell'attentato di Tunisi. Mentre l'Italia innalza le sue difese guardando alla polveriera nordafricana, il presidente della Repubblica sollecita l'Europa a non perdere tempo. «Quel che è avvenuto in Tunisia è molto doloroso e allarmante. Non è un caso che siano stati attaccati il Parlamento e un museo: l'attentato in Tunisia è stato un attacco alla democrazia e alla cultura», dice a Christiane Amanpour Mattarella. Il capo dello Stato ripercorre le tappe dell'escalation terroristica dall'attentato dell'11 settembre a New York, fino ai più recenti attacchi in Europa e alla drammatica situazione in Siria. Ma punta il dito sulla Libia. «Quello che preoccupa particolarmente è la situazione in Libia», dice spiegando che l'Is si sta insediando in quel Paese con il rischio di «fare diventare quel territorio, vicino all'Europa, una base per le sue operazioni di terrore», oltre a favorire «i trafficanti di essere umani che speculano mettendo a rischio di vita bambini, uomini e donne. «Occorre urgentemente che la comunità internazionale appoggi gli sforzi dell'Onu e del suo inviato per raggiungere un cessate il fuoco e la costituzione di un vero governo libico, poi occorrerà che l'Onu organizzi una missione che aiuti il governo a stabilizzarsi, e l'Italia è pronta a fare la sua parte», assicura. Dopo l'attentato di Tunisi il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni invita a non cedere a «nessun allarmismo» perchè «non siamo in guerra» ma conferma che sono stati innalzati tutti i meccanismi di sicurezza. E chiede alla Ue di fare molto di più. Scatta intanto l'operazione «Mare sicuro», che dislocherà navi, aerei e Predator nel Mediterraneo per tutelare le coste da possibili attacchi. «A seguito dell'aggravarsi della minaccia terroristica si è reso necessario un potenziamento del dispositivo militare», ha detto a Montecitorio il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Il tentativo dell'Is di infiltrarsi nel Nord Africa rappresenta un serio pericolo per gli interessi italiani: ci sono piattaforme petrolifere e mercantili che potrebbero finire nel mirino dei terroristi. In più con l'arrivo della bella stagione si teme un massiccio esodo di migranti. Sul fronte interno si stringono le maglie di intelligence e forze di polizie in vista di tre avvenimenti di grande rilevanza mediatica: l'ostensione della Sindone tra un mese a Torino, l'Expo e l'Anno Santo. Il comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) è riunito in permanenza e sono in corso contatti per verificare se qualcuno degli attentatori di Tunisi ha avuto trascorsi italiani. L'attenzione ora è stata spostata su 2000 tunisini ritenuti "interessanti" presenti nelle carceri italiane. La lotta all'Is passa anche dall'economia. È necessario aiutare le fragili democrazie nordafricane. «Il mondo ci ha promesso un mini piano Marshall, 20 miliardi di dollari che non sono mai arrivati: chiedo all'Italia di essere il nostro ambasciatore nel prossimo G20», dice l'imprenditore tunisino, naturalizzato francese Tarak Ben Ammar. ©RIPRODUZIONE RISERVATA