Le pressioni sui lavori e quei regali alla famiglia

FIRENZE Il "Sistema" faceva regali a Maurizio Lupi e famiglia, e il ministro ora dimissionario ricambiava riservando un occhio di riguardo al "Sistema". Secondo gli investigatori fiorentini, Stefano Perotti, l'ingegnere pigliatutto in fatto di appalti pubblici, quello che al telefono dice «sto infrangendo ogni regola umana e divina», venne sponsorizzato in prima persona da Lupi per i lavori alla metropolitana milanese. O almeno, questo è quello che sostiene in un'intercettazione l'ex dg di MM, Giuseppe Cozza. È il 3 marzo 2015 e Cozza spera che un servizio di Report "sveli" il lavoro trovato al figlio del ministro grazie alla "triangolazione" fra tre dei quattro personaggi che poi verranno arrestati dalla procura di Firenze: Ercole Incalza, Perotti e «l'uomo di Lupi», l'imprenditore Francesco Cavallo, che ieri si è dimesso dalla presidenza di Centostazioni. Durante la conversazione, Cozza sbotta: «Con noi ci ha provato, io gli ho tenuto botta pesantemente ma in quel caso lì era il Lupi che insisteva, capisci? E c'era il suo segretario che adesso è anche al ministero, Cavallo, era consigliere in MM di Cl, che veniva a perorare da me e poi un giorno mi ha portato dall'assessore al bilancio che è un altro di Cl, che c'era questo Perotti, per vedere se potevamo dargli l'incarico per la M5 e per la M4». E sempre Cozza racconta di aver saputo che Incalza ha fatto «pressioni sul sindaco di Milano», sempre a favore di Perotti, «per fargli assegnare degli incarichi di direzione lavori, in cambio di un supporto ministeriale ai progetti». Il sindaco Giuliano Pisapia ha smentito: «Se Incalza o altri avessero fatto pressioni nei miei confronti non solo li avrei sbattuti fuori dalla stanza, ma avrei immediatamente informato le autorità competenti». Il lavoro trovato al figlio del ministro è uno degli aspetti più rilevanti della vicenda. La "triangolazione" venne innescata da Lupi, che nel gennaio 2014 telefonò a Incalza per chiedergli se fosse «disponibile a ricevere in ufficio al ministero a Roma, nello stesso pomeriggio, il figlio Luca», per avere «consulenze e suggerimenti», annotano i carabinieri del Ros. «Quando vuoi» fu la risposta di Incalza, che poi attivò Perotti, che a sua volta attivò Cavallo. Alla fine, il lavoro venne trovato. Nell'elenco delle "attenzioni" che il "Sistema" riservava a Lupi e alla famiglia, gli atti della procura inseriscono anche il «bel regalo» comprato nel gennaio 2014 dalla famiglia Perotti in occasione dell'invito a cena ricevuto dal ministro Lupi per il compleanno della moglie, Emanuela Dalmiglio. E ci sono i vestiti da 700 euro l'uno ordinati per il ministro. Il 22 febbraio 2014, Cavallo chiede al sarto Vincenzo Barbato «se sono pronti i suoi abiti».