L’Anm: «Schiaffi a noi e carezze ai corrotti»
ROMA Un legame strettissimo univa Ercole Incalza, 70 anni, da più di trenta dominus del ministero dei Lavori Pubblici e l'imprenditore Stefano Perotti, 57 anni, l'uomo da cui sono passati tutti gli appalti delle grandi opere in Italia e che da solo valeva un giro d'affari da 25 miliardi di euro. I due ora sono in carcere e questa mattina saranno sentiti per gli interrogatori di garanzia. Erano loro, secondo i magistrati della procura di Firenze, ai vertici del sistema di tangenti portato alla luce anche grazie ad una valanga di intercettazioni. Con loro, in quello che i pm hanno definito "Sistema" c'era uno stretto collaboratore di Incalza al ministero, Sandro Pacella, 55 anni, che riceveva favori dall'uno e dall'altro ricambiandoli e Francesco Cavallo, 55 anni, capo del cda di Centostazioni, che arrontondava lo stipendio da manager ricevendo ogni mese un assegno di 7mila euro da Perotti per i suoi "favori". Dall'ordinanza che ha portato alle quattro custodie cautelari firmata dal gip Angelo Pezzuti emerge uno scenario inquietante di come la "cricca" si divideva gli appalti e soldi pubblici. Le tangenti erano «i saluti finali». Turbativa d'asta alla rovescia.Il 21 maggio viene pubblicato il bando di gara per l'esecuzione di lavori di molatura delle rotaie sulla linea R.F.I.: 21 milioni di euro. La "cricca" si mette all'opera. Il 6 giugno Giampaolo Pelucchi (indagato) collaboratore di Perotti spiega che la commessa potrebbe assicurare alla società Speno lavoro per 10 anni, grazie alla lievitazione dei costi arriverà a 35 milioni di euro. «...è una gara che vale dieci anni non tre, perché hanno aggiunto la possibilità del 30% in più...arriviamo a 27 /28 milioni poi c'è il sesto quinto che è il 20% ...ci andiamo in pensione con questa!». Il 17 giugno Daniel Mor, cognato di Perotti gli spiegargli che dopo pressioni esercitate da altre imprese, R.F.I. intende annullare il bando e parla di una turbativa d'asta alla rovescia. «Non mi sembra possibile che per favorire un altro concorrente rimettano quello che loro hanno espresso... cioè la turbativa d'asta la fanno alla rovescia... sono loro che stanno facendo la turbativa...non siamo noi... incredibile!». Perotti? "Finchè c'è Ercole lì...". Giulio Burchi (indagato) è stato il presidente del cda della Italfer spa. È nel cda di Autostrade Lombarde e di Progetto Autostrada Brescia-Milano oltre ad essere ad della A4 Holding spa. Intercettato, Burchi attribuisce il successo di Perotti nell'ottenere le numerose direzioni dei lavori grazie all'intervento di Incalza. Il 18 novembre 2013 è al telefono con Fabrizio Averardi direttore dell'Anas International Inteprise. A lui Burchi confida che in Italferr sono stati indotti più volte da Incalza ad affidare a Perotti l'incarico di direzione dei lavori quando non c'era alcuna necessità. Burchi: «Te lo dico rimanga tra noi...vedono un po' come una spina nell'occhio Perotti perché Incalza gliel'ha fatto digerire in molte situazioni...sul Brennero ne avrebbero fatto volentieri a meno». Il 10 febbraio 2014 Bucchi è al telefono con Enrico Boselli. «Sono 30 anni che racconta che la luna è di formaggio...Incalza è un incantatore di serpenti... è scandaloso che lo lascino ancora». E quando il manager viene riconfermato al ministero si lascia andare «è veramente una schifezza... si sono scatenati tutti nella difesa di Incalza... da Alfano a Schifani...». "Quello che Lupi & c. fanno...". Il 5 aprile 2014 Giovanni Paolo Gaspari, dirigente RFI nipote dell'ex ministro è al telefono con Burchi. Parlano della "pulizia" avviata da Renzi. «Speriamo vada avanti così perché qualche pulizia la dovrebbe fare, però non sta pulendo alle Infrastrutture... quello che Lupi & c. stanno facendo...» Il nipote del monsignore. «Le relazioni ambigue di Perotti non sono limitate al mondo politico». Monsignor Gioia il 25 novembre 2013 si lamenta perché Incalza al quale ha raccomandato l'assunzione del nipote lo tratta con freddezza. Da una telefonata successiva si ricava che l'assunzione è poi avvenuta grazie all'interessamento del ministro Lupi. Perotti al monsignore: «Ti volevo dire che ieri ho visto Maurizio... gli ho detto che lo ringrazi moltissimo». "Dobbiamo sistemare i ragazzi"Sandro Pacella è legatissimo ad Incalza. Conversando con la moglie emerge il loro rapporto. È' l'8 agosto 2014 e la moglie lo invita a non rammaricarsi di non poter partire per le ferie, Riferendosi ad Incalza gli dice: «Rircordati sempre una cosa... tu te lo devi tenere caro che dobbiamo sistemare i ragazzi...».