Giuseppe Fiorello “vola” con Modugno

PAVIA Giuseppe Fiorello è in scena al teatro Fraschini a partire da questa sera alle 21, con lo spettacolo di prosa "Penso che un sogno così...", scritto a quattro mani con Vittorio Moroni, per la regia di Giampiero Solari (repliche domani e giovedì, sempre alle 21). Già interprete e protagonista della biografia televisiva di Modugno, Fiorello non ha esaurito in quell'occasione l'interesse per la figura del Mimmo nazionale, lasciando che il coinvolgimento personale che lo lega all'artista si dipanasse più concretamente sul palcoscenico. Discostandosi dalla sceneggiatura televisiva, "Penso che un sogno così..." mette a frutto un approfondimento intimo e sentimentale che solo a teatro può avere luogo e che offre uno spaccato dell'infanzia di Beppe Fiorello, tra occasioni buffe ed episodi dolorosi, alcuni sicuramente nostalgici, in cui l'attore dialoga con la propria infanzia, ride di sé - quando ancora era timido e impacciato – e fa rivivere la figura, fondamentale, del padre Nicola. La storia narrata in "Penso che un sogno così..." non è incentrata su Modugno, né si pone come reinterpretazione della sua vita, ma è piuttosto una sorta di "ponte emotivo e speculare" tra il cantante pugliese e papà Nicola, quasi come fossero la stessa persona, un monologo in cui emergono le confidenze intime che spiegano il legame tra il genitore e l'artista, le somiglianze fisiche e il fascino di entrambi. E mentre Fiorello racconta, lo accompagnano le musiche dal vivo di Fabrizio Palma e Daniele Bonaviri, con le più belle canzoni di Modugno – da "Amara terra mia" fino a "Meraviglioso", scritta insieme a Riccardo Pazzaglia (di "arboriana" memoria) – che rivive attraverso le citazioni della sua straordinaria carriera, durante la quale aveva collaborato anche a "Che cosa sono le nuvole?", episodio cinematografico di Pier Paolo Pasolini, scrivendone le musiche originali. Man mano che la narrazione procede, l'affresco si colora di aneddoti divertenti e dolorosi che restituiscono una vivida immagine della realtà siciliana nell'Italia degli Anni '50, "segnata" in maniera indelebile dalla forza dirompente della musica di Modugno, precursore dei tempi, con "Volare" che diventa una sorta di avvio simbolico del boom economico italiano. «Modugno per me non è stato solo una storia da raccontare o un personaggio da interpretare, ma la possibilità di ritrovare un tempo lontano rimasto sempre dentro di me – dice Beppe Fiorello – In questo spettacolo salgo a bordo del deltaplano delle sue canzoni e sorvolo la mia infanzia, la Sicilia e l'Italia di quegli anni, le facce, le persone, vicende buffe, altre dolorose, altre nostalgiche e altre ancora che potranno sembrare incredibili. Attraverso questo viaggio invito i protagonisti della mia vita ad uscire dalla memoria e accompagnarmi sul palco, in questo avventuroso gioco di specchi». Gli ultimi biglietti - da 30 a 7 euro – si acquistano in teatro dalle 11 alle 13, dalle 17 alle 19 o un'ora prima dell'inizio. Vendita online sul sito www.teatrofraschini.it. Marta Pizzocaro