Pavia vuol invitare in visita ufficiale il presidente cinese

di Linda Lucini wPAVIA Tutto è ancora top secret e nessuno vuole parlare, ma Pavia sta lavorando per invitare il presidente della Repubblica della Cina Xi Jinping in visita ufficiale. Massimo Londrosi, dg del Pavia calcio si trincera dietro un diplomatico «No comment». Il sindaco Depaoli tace dicendo che è «questione delicata». Il presidente della Provincia Bosone prima nicchia, poi messo alle strette dice: «Sarebbe un grande onore e la visita del presidente Xi punterebbe i fari dell'attenzione cinese verso il nostro territorio». La cerimonia per l'arrivo del presidente cinese la si vorrebbe organizzare gli ultimi giorni di aprile, visto che il 1° maggio Xi dovrebbe tagliare il nastro dei padiglioni del suo grande Paese. L'invito ufficiale non c'è ancora, ma Comune e Provincia lo stanno preparando congiuntamente. Sono in corso contatti con l'ambasciata, anche se la situazione non è facile perchè di mezzo c'è un complicato protocollo da osservare. In corso una serie di telefonate e di contatti per cercare di organizzare la visita di Stato a Pavia di uno degli uomini più potenti del mondo. Oltre a Comune e Provincia, sono al lavoro anche i vertici del Pavia Calcio. A tessere la tela delle relazioni diplomatiche tra Pavia e Cina ci sono anche il presidente Xiaodong Whu e il suo vice David Wang. Si punta molto sulla passione del presidente Xi per il gioco del calcio. «Il presidente cinese – spiega l'assessore provinciale allo Sport Francesco Brendolise – è un grande tifoso di calcio. Di fatto è stato lui ad introdurre il gioco del calcio in tutte le scuole della Cina». Ed è proprio sulla passione per il pallone che si vuol fare leva affinchè il presidente Xi accetti l'invito della città dove c'è l'unica squadra di proprietà cinese. Grazie al Pavia la nostra città sembra essere diventata popolare in Cina. «Tutto il nostro Paese ne parla», continua a ripetere mister Zhu. Il football quindi può diventare una partita da giocare su più campi e a Pavia sono convinti che sia un buon veicolo per esportare in Cina il territorio pavese. Xi ha 61 anni e ha alle spalle un rapporto piuttosto travagliato con il Partito Comunista. Il padre Xi Zhongxun, fu esponente della prima generazione di dirigenti comunisti che fecero la rivoluzione. Nel 1966, tuttavia, venne espulso da ogni posizione di potere: erano gli anni della Rivoluzione Culturale e delle purghe nel partito. A causa delle vicissitudini del padre, a 15 anni Xi Jinping venne mandato a lavorare in un villaggio cinese lontano da Pechino: provò a entrare per almeno nove volte negli organi del partito, ma venne sempre respinto a causa dei suoi legami familiari. Nel 1978 il padre venne riabilitato e Xi Jinping iniziò la sua carriera politica. In passato ha ricoperto ruoli importanti nel partito a Zhejiang e Shanghai, prima di entrare nel 2007 nel Comitato Centrale, il più importante organo decisionale cinese.