Via la Troika ma la Grecia attacca Berlino
BRUXELLES Cambia la forma nel negoziato tra Grecia ed Europa, ma la sostanza resta la stessa: la Troika viene rinominata Brussels Group, ingloba anche il fondo salva-Stati Esm e ricomincia le discussioni con le autorità greche per arrivare ad un compromesso sulle riforme che consenta lo sblocco degli aiuti. Tutto mentre la lancetta corre verso le prossime scadenze, i tassi salgono, la Bce prende tempo e l'atmosfera politica resta rovente: il premier greco Alexis Tsipras torna alla carica contro la Germania da cui vuole il risarcimento dei danni della Seconda Guerra Mondiale, e il suo ministro della giustizia minaccia di sequestrare i beni tedeschi in Grecia. Minacce che il governo di Angela Merkel lascia cadere, chiudendo però a ogni possibile confronto in materia: per Berlino «la questione è chiusa sia giuridicamente che politicamente», spiega ancora una volta il portavoce della cancelliera Steffen Seibert. Poche parole, ripetute una decina di volte da diversi portavoce di governo. In ballo viene tirata anche la sentenza della Corte costituzionale italiana sui risarcimenti ai parenti delle vittime di guerra: pure questa rigettata da Berlino, che dà per buona la decisione dell'alta Corte di giustizia europea di Lussemburgo.