il delitto di viale cremona

di Maria Fiore wPAVIA Il disagio di vivere e una certa difficoltà a intrecciare relazioni sane con gli altri lo avevano già costretto alle cure del Centro psico sociale di Stradella. Ora la procura dovrà approfondire il profilo psicologico di Carmine Pio Losio, il 54enne di Canneto Pavese accusato di avere ucciso a coltellate Adliana Picari, una prostituta di 32 anni, nell'appartamento in viale Cremona, al Bivio Vela, e di avere tentato di far saltare in aria la casa della propria madre, a Canneto. Il magistrato Paolo Mazza ha già ricevuto una relazione dal centro, secondo cui Losio soffriva da tempo di un disturbo grave della personalità con tratti paranoidi. Se e quanto questo abbia influito sull'atrocità del suo gesto resta ancora da capire e molto probabilmente sarà necessaria, anche in tempi brevi, una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e volere dell'uomo al momento del fatto. Losio, che si trova ancora piantonato in ospedale, al San Matteo, non ha fornito alcuna spiegazione del suo gesto. Le ultime sue dichiarazioni risalgono a lunedì sera, quando l'uomo era nell'appartamento della ragazza, coperto di sangue e con un coltello puntato alla gola, mentre la giovane giaceva esanime sul letto. «Mi uccido, tanto ho già ucciso mia madre», ha urlato ai poliziotti, per tenerli lontano. Da allora si è chiuso nel silenzio. Un silenzio che potrebbe però infrangersi oggi stesso, nell'interrogatorio fissato davanti al giudice Carlo Pasta. Il magistrato Paolo Mazza ha chiesto la convalida dell'arresto e contestato le accuse di omicidio ai danni di Adliana Picari e di tentato omicidio nei confronti dell'anziana madre, Emilia Chilelli, di 89 anni. Accusa, questa, aggravata proprio dalla relazione di parentela tra l'indagato e la vittima, salvata solo grazie alla tempestività dell'intervento della polizia, che ha allertato i carabinieri inviandoli nell'abitazione della donna, già satura di gas. La casa non è esplosa per un soffio. L'interrogatorio davanti al giudice, tuttavia, è vincolato alle condizioni di salute dell'indagato. Losio, infatti, ieri è stato operato alla gola. Ha dovuto subire un intervento alla trachea, rimasta lesionata dal coltello con cui l'uomo ha cercato di togliersi la vita dopo avere ucciso la giovane. La ferita non è grave, ma l'intervento potrebbe complicare il trasporto in carcere. Non è da escludere, però, che possa comunque svolgersi, anche in ospedale, l'udienza di convalida, rinviando l'interrogatorio a un momento successivo. Intanto all'indagato è stato assegnato un difensore, l'avvocato Luca Vandone di Robbio, che farà le sue valutazioni. Ancora del tutto da chiarire il movente del delitto o quantomeno la circostanza che ha fatto scattare la scintilla della follia. Le verifiche della squadra mobile, coordinate dal dirigente Francesco Garcea, ipotizzano che a scatenare il raptus possa essere stato il rifiuto, da parte della giovane prostituta, di una prestazione sessuale senza protezione. A quel punto, Losio, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe andato in cucina, avrebbe preso un coltello e avrebbe aggredito la giovane. Il medico legale, nella sua prima ricognizione della scena del delitto, ha contato, sul corpo della 32enne, circa quindici coltellate, di cui almeno due mortali, alla gola. Altri tagli alle braccia testimoniano, invece, come la donna abbia cercato di difendersi con tutte le sue forze e di sfuggire all'agguato mortale. Altri dettagli sulla dinamica dell'omicidio, però, potranno emergere dall'autopsia, che è fissata per oggi all'istituto di Medicina legale ed è affidata alla dottoressa Yao Chen. Da chiarire anche il rapporto tra la vittima e l'indagato, forse un cliente abituale della giovane "lucciola". @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA