Bernardi dà una mano a Luca Filippi
di Maria Fiore wPAVIA Il suo nome era finito nell'elenco degli ospiti dei soggiorni in alberghi e hotel pagati, secondo la procura, con la carta di credito di Asm Lavori intestata a Luca Filippi, ex presidente dell'azienda. Ma Cristiano Bernardi, titolare della Royal Games, la società di Pavia che vende e noleggia macchinette da gioco, smentisce. Con una lettera inviata in procura al magistrato Paolo Mazza, attraverso il suo avvocato Giuseppe Roccioletti, nega di avere mai ottenuto da Filippi jr, in cacere con l'accusa di peculato e corruzione, il pagamento di soggiorni o di trasferte. Tantomeno il soggiorno all'Hotel de la Minerve di Roma, come invece risulta dalle carte dell'accusa. La presenza del suo nome nell'ordinanza con cui il giudice ha disposto l'arresto per Luca Filippi sarebbe solo il frutto di un equivoco: uno scambio di carte di credito in quell'albergo. Un errore al momento di pagare il conto che, peraltro, non riguardava neppure Bernardi ma il titolare della società "Sgr" (società di Piacenza che opera sempre nel settore dei giochi) che era insieme all'amministratore della Royal Games a Roma in occasione di una fiera. Una smentita che, oltre a precisare la posizione di Bernardi, sembra dare una mano anche a Filippi jr. Secondo i documenti allegati alla comunicazione inviata in procura, infatti, Luca Filippi non avrebbe pagato quel soggiorno con la carta di credito di Asm Lavori. Quantomeno non per Bernardi e Ferrari, ma solo per se stesso e non per la cifra di 3.267 euro, come risulta dalle carte dell'accusa, bensì per la somma di 410,50 euro, relativa appunto al suo pernottamento. La circostanza è ricostruita proprio dalla memoria che l'avvocato di Bernardi ha mandato al magistrato. Dalle verifiche degli investigatori era risultato che tra il 12 e il 14 ottobre 2011 al Grand Hotel de La Minerve di Roma soggiornarono Filippi jr, Cristiano Bernardi e Alessandro Zacconi. E che Luca Filippi pagò con la carta di credito di Asm Lavori la somma di 3.267 euro. Circostanze vere, ma di cui la relazione dell'avvocato di Bernardi dà una diversa lettura. In quel periodo si svolge a Roma la 39esima edizione della mostra internazionale dei giochi e degli apparecchi di intrattenimento. Alla fiera, secondo i documenti inviati in procura, partecipano in effetti Bernardi, alcuni dipendenti della società e Davide Ferrari, amministratore della società "Sgr". La sera del 13 ottobre arriva in albergo anche Luca Filippi (non si sa per quali attività). La mattina del 15 Bernardi lascia l'albergo e paga 1.269 euro, saldando due fatture emesse a favore della Royal Games. Lasciano l'albergo anche Ferrari e Filippi. Ma al momento di pagare, secondo la relazione di Bernardi, vengono scambiate le carte di credito. Il conto di Filippi di 410 euro viene addebitato sulla carta di credito della Sgr, mentre il conto della Sgr, di 3.267 euro, viene addebitato sul conto di Filippi e pagato con la carta di Asm Lavori. Il 14 gennaio 2013, "Sgr", a seguito di verifiche contabili, restituisce con bonifico (di cui resta traccia e che l'avvocato allega ai documenti) la differenza tra gli importi, che ammonta a 2.856 euro, ad Asm Lavori. «Questo dimostra – dice l'avvocato Roccioletti – che Bernardi è estraneo a quel rapporto. Peraltro in nessuna occasione Luca Filippi ha mai sostenuto oneri per trasferte o soggiorni del signor Bernardo». La procura sta vagliando la documentazione. Se le verifiche confermeranno la versione di Bernardi, la spesa sostenuta da Filippi per il soggiorno andrà tolta (o quantomeno aggiornata) dalle voci di spesa su cui si basa l'accusa di peculato. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA