Sequestrati 60mila litri di pinot grigio
di Maria Fiore wSTRADELLA A novembre erano già stati nello stabilimento per prelevare campioni di vino. Ieri mattina gli agenti della Forestale, insieme al Nucleo repressione frodi di Milano, sono tornati dal grossista "Nicelli Vini" di Stradella, in via Primo Levi. Stavolta per sequestrare tutto il serbatoio da cui erano stati presi i campioni di pinot grigio, il vino su cui si concentra, ormai da qualche mese, l'attenzione della Forestale. Il sequestro, di iniziativa della polizia giudiziaria e coordinato dal comandante provinciale della Forestale Francesco Melosu, rientra nell'ambito dell'inchiesta sul vino partita lo scorso autunno dalle verifiche sulla società Terre d'Oltrepo, che gestisce la cantina sociale di Broni-Stradella. Nel "vaso vinario" c'erano circa 60mila litri di Pinot grigio: il sequestro è legato ai risultati delle analisi che erano state fatte sui campioni. Secondo quanto è stato possibile sapere, gli esami avrebbero messo in luce alcune irregolarità nelle caratteristiche del Pinot grigio. In base alle prime analisi del Nucleo anti frode sarebbe emersa una differenza tra il vino esaminato e quanto dichiarato in etichetta, sia per l'annata di riferimento (vendemmia 2014), sia per l'alta concentrazione di acqua nel vino e, ancora, per l'utilizzo di zucchero di canna. Ciò che è più importante, secondo gli inquirenti, è che gli esami avrebbero confermato che quel pinot grigio non proviene da vigneti della zona. In parole semplici, l'azienda (ma l'accusa è tutta da provare) avrebbe cercato di mettere in commercio vino proveniente da altri vigneti, di minor pregio rispetto a quanto riportato in etichetta. «Va precisato che non stiamo parlando di vino adulterato – precisa il procuratore di Pavia, Gustavo Cioppa – ma diverso rispetto a quanto dichiarato sulle etichette. Non ci sono rischi per la salute pubblica». L'accusa contestata dal sostituto procuratore Paolo Mazza, titolare dell'indagine, è infatti di frode nel commercio. Ieri mattina, però, insieme alla Forestale c'era anche la Finanza, e questo significa che sono in corso anche accertamenti di carattere fiscale. Le indagini, quindi, vanno avanti. Dalla documentazione che era stata già prelevata dalla polizia giudiziaria nell'azienda, era emerso che il titolare della ditta "Nicelli Vini", che commercializza vino, ha anche una società che coltiva uve. Questa società, in base alla documentazione della vendemmia 2014/2015, che è stata acquisita, risulta aver venduto 150mila litri di vino nuovo in fermentazione alla cantina sociale di Broni. Su questo fronte le verifiche sono ancora in corso. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA