Senza Titolo

CHIGNOLO Internet impossibile in riva al Po n Scrivo a nome mio, ma penso e cerco di interpretrare anche il parere dei miei concittadini della frazione Bosco di Alberone al riguardo di un piccolo problema che da anni «non» si risolve. Avevo già sollevato il problema in comune, ma naturalmente senza esito. Ovvero sia Internet. Bosco di Alberone è una via che incrocia la strada di collegamento da Alberone a Monticelli Pavese e che finisce sull'argine del Po, dove c'è la chiavica del Reale. Collegarsi in Internet per noi abitanti della parte finale della frazione (leggermente, dico leggermente, meglio all'inizio) è praticamente impossibile. Per non parlare della telefonia: per chiamare con il mio telefonino devo andare sull'argine rivolto verso il Po in direzione di Casalpusterlengo, altrimenti non riesco neanche a telefonare. Mi metto di buona volontà e domandando a Telecom la possibilità di installare una promozione internet molto interessante ma mi sento rispondere che non si può fare perchè la frazione non è cablata. Provo con Vodafone... peggio che andare di notte. Provo con il mio iPad con collegamento 3: alla mattina per aprire il sito di Repubblica faccio in tempo a bere il caffè. E pensare che il lavoro per installare una possibilità di connessione c'è stato due estati fa nella strada tra Chignolo Po e Monticelli Pavese. Miglioramenti zero. Si fa un gran parlare di fibra larga, lunga, corta, storta, etc. ma evidentemente al comune di Chignolo Po non gliene frega nulla. C'è sempre la scusante che non ci sono soldi. Giusto? Oreste Fraschini IN RICORDO DI AZZARETTI/ 1 Non dimenticò mai la sua terra n Nino! Così, la sua gente, quella della sua terra, si rivolgeva a Giovanni Azzaretti. Con la scomparsa di questa figura è calato il sipario di un'epoca, ormai storica, molto importante e significativa non solo per l'Oltrepo pavese, ma per l'intera provincia di Pavia. Il notevole percorso politico, iniziato nella sala del consiglio comunale di Varzi, sindaco a soli 27 anni, ha dato vita a traguardi di grande rilievo. Fiore all'occhiello è la realizzazione dell'ospedale "Ss. Annunziata" di Varzi e della casa di riposo. Grazie all'impegno e alle capacità professionali che aveva dimostrato di possedere, nell'ambito del Policlinico San Matteo di Pavia sono stati raggiunti grandi traguardi. Di Nino si parlerà anche negli anni a venire, e sicuramente verrà ricordato con riconoscenza e gratitudine. Pierluigi Fraschini Varzi in ricordo/ 2 Interessamento in un momento delicato n Ho provato una profonda tristezza nell'apprendere la notizia della scomparsa del senatore Giovanni Azzaretti. Ha sempre dimostrato di avere un'umanità fuori dal comune. Si è sempre ricordato, negli anni, delle sue origini: della sua vallata e della sua gente. Il suo interessamento è stato per me di estremo aiuto presso la neurochirurgia degli Spedali Civili di Brescia, dove sono stata ricoverata a seguito di un gravissimo incidente sciistico che ho avuto vent'anni fa. Il suo nome, molto conosciuto e stimato, ha mosso il primario e il miglior neurochirurgo, che mi hanno ridotto una gravissima frattura delle vertebre cervicali, ridonandomi una vita normale. Isabella Valle in ricordo/ 3 Cittadino onorario a Fortunago n Non direi la verità se non dicessi che la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nella nostra comunità . Perché in realtà un grandissimo cordoglio è oggi prepotentemente presente in tutti noi per la scomparsa di Giovanni Azzaretti. Ricordo Nino con grande affetto. Rammento i suoi insegnamenti, il suo agire per il bene del Paese, come limpida espressione del cattolicesimo democratico al seguito di Dossetti, La Pira, Aldo Moro. Egli ha sempre difeso con la ricchezza del suo pensiero, della sua intraprendenza e disponibilità la linea della libertà e del progresso. Del suo amore per queste valli oggi c'è anche la testimonianza degli Amici di Fortunago. C'è la testimonianza di tante cose avviate e realizzate, capaci di rilanciare la crescita. Qui, in moltissimi continueranno a ricordare il cittadino onorario Nino Azzaretti come Uomo dal cuore grande, integerrimo, giusto, capace. Soprattutto chi, come me ebbe il privilegio di averlo come amico. Pier Achille Lanfranchi sindaco di Fortunago PAVIA Una serata con Dante seme per il futuro n Anche a Pavia abbiamo avuto la dimostrazione che il luogo comune secondo il quale la cultura - specie se di alto livello - non interessa alla gente è una frottola clamorosa. Quasi 500 persone hanno infatti assiepato l'Aula del ‘400 per ascoltare dalla voce del prof. Franco Nembrini l'itinerario umano della Divina Commedia. Così come il Dante televisivo (o la rilettura dei Dieci comandamenti) di Benigni sono stati seguiti da milioni di telespettatori, allo stesso modo una proposta efficace riguardo all'opera principale della nostra letteratura è stata in grado di attirare decine di giovani e insegnanti, insieme a uomini e donne di ogni età e professione. Bisogna davvero ringraziare il prof. Nembrini (che proprio di Benigni è stato uno degli ispiratori) e i genitori della scuola San Giorgio che hanno avuto il merito di proporre questa serata per i 750 anni dalla nascita di Dante. La serata è stata una eccezionale provocazione al cuore di ogni uomo. Ogni passaggio dell'opera del poeta toscano è stata accostata alle parole chiave dell'esperienza quotidiana di ciascuno di noi: amore, speranza, amicizia. «L'amore che move il sole e l'altre stelle» con cui il prof. Nembrini ha salutato la platea pavese dopo aver riletto il canto XXIII del Paradiso è qualcosa che ci interroga e scuote. Chissà che da questa serata i nostri giovani non ne ricavino qualcosa di straordinariamente bello per la loro vita e i nostri docenti qualche spunto in più per presentare ai ragazzi un Dante tutt'altro che noioso ma realmente amico dei desideri dell'uomo. Filippo Cavazza SANITÀ Un viaggio inutile per una risonanza n Agli inizi di febbraio il mio medico curante mi prescrive una risonanza magnetica ( senza contrasto ) al ginocchio destro. Mi metto in contatto telefonico con il Cup e mi vengono proposte varie possibilità presso strutture pubbliche con tempi minimi superiori al mese. In tutto questo contesto si estranea il reparto di radiologia dell'ospedale di Voghera in quanto non fissa appuntamenti telefonici ma bensì con la sola presenza fisica dell'interessato. Mi reco quindi personalmente (non senza difficoltà considerate le mie condizioni precarie) presso l'ufficio preposto di detto reparto dove l'impiegato, con gentilezza, mi propone un appuntamento dopo circa 40 giorni, appuntamento che io ho rifiutato avendo trovato disponibilità anticipata presso una struttura privata convenzionata. Corre l'anno 2015 e la radiologia dell'Ospedale di Voghera impone come gabella la presenza fisica dell'interessato per l'improcrastinabile compilazione, a priori, di un modulo atto ad ottenere la prenotazione dell'esame! Preciso che per raggiungere detto ufficio dell'ospedale ho percorso circa 35 Km fra andata/ritorno in macchina con relativi costi, disagi, inquinamento e perdita di tempo al posto di una semplice telefonata, peraltro ritenuta sufficiente da parte di tutte le altre strutture. Che tristezza! Aldo Vigo Bressana Bottarone